SULPM ROMA

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- «Il pasticcio del concorso? Si chiarirà»

- Un esposto-denuncia presentato al Procuratore ...

Lunedì 2 Febbraio 2004
Il caso della graduatoria manomessa/L’Arvu chiede di congelare il prossimo esame per mille posti da ufficiale superiore
«Il pasticcio del concorso? Si chiarirà»
Il comandante dei vigili, Zanetti: «Sono sereno, dopo 42 anni di servizio continuo per la mia strada»

di CLAUDIO MARINCOLA


Chi ha manomesso la graduatoria del concorso? Dopo la misteriosa “promozione” di un agente di Polizia municipale diventato a sua insaputa tenente sono in molti a chiederselo. Sul computer dal quale è uscita la falsa graduatoria, ieri, per disposizione del comandante del Corpo Aldo Zanetti, è stato pigiato il pulsante off : spento. Non verrà riacceso finché non si chiarirà chi ha inserito il nome del vigile risultato vincitore pur non avendo partecipato alla selezione. I sindacati confederali hanno presentato intanto un esposto alla Procura della Repubblica. Vogliono capire che cosa è successo, e che cosa sta succedendo, se «qualcuno ha dolosamente sostituito nome e data di nascita». In questo caso l’episodio sarebbe ancora più grave, farebbe pensare a un complotto contro il comandante.
Ma chi ha interesse a screditare fino a questo punto l’immagine della Polizia municipale? «Sono sereno, dopo 42 anni di servizio, io continuo tranquillo per la mia strada - assicura Zanetti - in attesa di capire cosa è successo abbiamo tolto dal nostro sito Internet la graduatoria».
I documenti del corso-concorso, che iniziò nel 2001 e si concluse con la nomina di 1413 istruttori direttivi, sono custoditi negli uffici del I Dipartimento. Uffici che ieri, giorno festivo, erano chiusi. «Abbiamo fatto una prima verifica - spiega il Comandante del Corpo Aldo Zanetti - e constatato che l’errore non ha comunque influito sull’andamento della prova, nessun concorrente è stato estromesso, nessuno è rimasto danneggiato».
Il concorso si è svolto in due tempi. Dopo la prima sessione ci fu una coda nel settembre scorso alla quale furono ammessi 4 candidati esclusi in un primo tempo per motivi disciplinari. Nessuno dei 4, però, superò i test e tutto rimase come prima. Fino a qualche giorno fa, quando all’albo è stata affissa una graduatoria «taroccata». L’episodio segue di pochi giorni un altro caso strano venuto fuori con l’ultimo concorso, con un altro vigile inserito in graduatoria pur non avendo partecipato alla selezione. «È stato reso pubblico - precisa ora il comandante Zanetti - un elenco senza alcun valore ufficiale in cui vi erano alcuni errori». Si è parlato anche di un lettore ottico fuori uso, ma anche in questo caso sono in corso accertamenti. Il sindaco Veltroni ha chiesto (e ottenuto) una dettagliata relazione sulla vicenda.
Intanto tra i vigili si è diffuso un certo malumore. «Non vogliamo più concorsi interni, non ci fidiamo più», sostiene Mauro Cordova, storico presidente dell'Associazione romana vigili urbani (Arvu). Cordova ha chiesto a tutti i consiglieri dell'associazione presso i Municipi, i nuclei ed i servizi di polizia municipale, di raccogliere le firme per chiedere l'abolizione di concorsi interni, a cominciare dal prossimo per mille nuovi ufficiali superiori.
Una prima raccolta a campione svolta all'interno del comando, riferisce lo stesso Cordova, ha evidenziato la mancanza di fiducia da parte degli agenti di polizia municipale rispetto ai concorsi. L'associazione chiede, quindi, che vengano rispettate le norme che regolano le selezioni interne tramite il contratto nazionale di lavoro, che prevede il passaggio automatico in base a requisiti dell'anzianità, del titolo di studio, della valutazione del comandante e dei corsi di aggiornamento. Per quanto attiene il concorso già espletato per vice comandante, l'Arvu chiede che tutti coloro che lo hanno superato con il massimo dei voti siano riconosciuti vincitori di concorso».
Il segretario romano del Sulpm Gabriele Di Bella chiede invece al sindaco di Roma Walter Veltroni di rimettere in discussione l'accordo sindacale del 25 luglio sottoscritto dai confederali, nel quale venivano previsti i concorsi in queste ore oggetto di indagine, perché «violano il contratto collettivo nazionale di lavoro».
La richiesta, spiega Di Bella, «ribadisce la volontà espressa nel mese di luglio scorso dal 90% dei lavoratori attraverso apposito referendum, ignorato al tavolo della trattativa da chi rappresentava l'amministrazione ed oggi condiviso anche dall'Arvu». Di Bella conclude chiedendo un incontro urgente con il sindaco Veltroni.

 

Lunedì 2 Febbraio 2004
Un esposto-denuncia presentato al Procuratore ...

Un esposto-denuncia presentato al Procuratore capo della Repubblica, inviato per conoscenza al Tribunale penale di Roma. I firmatari sono i tre sindacati confederali F.P. Cgil-F.P.S. Cisl- F.P.L. Uil di Roma e del Lazio. Si chiede di indagare come mai tra i vincitori del concorso che si tenne nel 2001 figura un nome anzichè un altro (il cognome è lo stesso, mentre cambia il sesso e la data di nascita), un “vincitore” che non ha mai effettuato la prova. A spingere i sindacati verso l’azione legale non è stata soltanto la richiesta di chiarire se vi sono candidati danneggiati. «Sul concorso del 2001 non c’è nulla da scoprire i 1413 vincitori sono stati tutti chiamati a firmare il contratto - precisa Sandro Biserna, esponente della Uil - C’è invece da capire e scoprire chi ha modificato il nome e ha quale scopo». Una congiura interna? «No, forse soltanto qualcuno interessato a fare confusione», semina dubbi Biserna. Diverso è invece il caso dell’ultima selezione riservata ai vice comandanti. «Abbiamo chiesto al sindaco Veltroni - continua il sindacalista della Uil - di spiegarci cos’è successo. In caso di evidenti irregolarità è ovvio che noi chiederemo la ripetizione della prova, anche se già prima che iniziasse il concorso avevamo posto problemi di legittimità per altri motivi».
Nella Municipale insomma c’è maretta. Gli autonomi del Sulpm sono pronti a tornare in piazza. «Sfileremo senza giacca, in maniche di camicia», minaccia una nuova forma di protesta Gabriele Di Bella «non vogliamo essere considerati impiegati in divisa». In quanto al concorso dei vice comandanti, il segretario romano del Sulpm, (sindacato dei lavoratori della polizia municipale) riafferma la sua posizione: «Quel concorso è stato già oggetto di un’indagine amministrativa, fa parte di una serie di problemi irrisolti. Noi vogliamo il rispetto delle regole».