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UNA PAGINA PER RIFLETTERE....
Poco tempo fa mi sono recato ad Ostia, presso i locali della Polizia Municipale del 13° Gruppo, proprio nei giorni in cui era in corso la protesta dei colleghi, per la inadeguatezza igienica, strutturale e logistica della sede. In quella circostanza sono rimasto perplesso nel notare che, in realtà, il Gruppo è ospitato in un edificio, che sorge accanto ad un altro gemello, perfettamente identico, ma perfettamente ristrutturato, sia internamente che esternamente. Transitando sul lungomare, si possono entrambi osservare e stupisce il contrasto tra i due elementi architettonici, uno dei quali ospita la biblioteca comunale in un ambiente pulito e piacevole, l'altro, in condizioni raccapriccianti, contiene gli uffici aperti al pubblico e non, in uso a coloro i quali sono preposti al controllo del rispetto delle regole nella città, in promiscuità con altre realtà assolutamente incompatibili con un ufficio di Polizia. Non ho potuto fare a meno di ripensare al locale distacco di Volpicelli, non quello attuale, ma quello precedente, che molti di noi ricorderanno. Quello che si trovava nei pressi degli uffici oggi in uso alla motorizzazione. A parte la bouganville che si arrampicava fuori, nei pressi della bandiera, tutto il resto ricordava uno di quei villaggi fantasma, completamente abbandonati, che si vedevano in qualche vecchio film western. Oggi quei locali sono in uso alla Università, ed ho avuto un senso di fastidio, nel notare che ora, sono perfettamente puliti e ristrutturati. Fastidio che aumenta nel pensare che, analogamente, questo abbandono e questo totale disinteresse che i nostri amministratori ci riservano, si palesa in moltissimi altri ambienti del nostro Corpo. La cosa che più mi fa rabbia, non è solo la assoluta mancanza di rispetto per le persone che indossano la divisa che rappresenta le istituzioni cittadine, ma, ancora di più, l'incuria per l'immagine che viene proiettata all'esterno. Cosa pensano di noi i cittadini che entrano nelle nostre sedi? La stessa incuria, si ripropone, poi, nella cronica carenza di mezzi, e, di conseguenza, nella inadeguatezza delle risposte che l’utente riceve dalla struttura, quando, in pieno diritto, si rivolge a noi per segnalare un inconveniente e chiedere un intervento, e, siamo costretti a spiegare, spesso non capiti, che non possiamo risolvere il problema (accertamenti sempre impossibili, ecc. ecc.). In molte circostanze, siamo costretti a scegliere: o evitare o sobbarcarci di una situazione molto difficile da gestire con i mezzi a disposizione. Tutta la nostra struttura è caratterizzata da questa assurda condizione di abbandono totale, ed in un simile contesto le nostre reazioni ed i nostri adattamenti non sono identici, qualcuno si arrende, altri, sobbarcandosi oneri, a volte molto pesanti, si adoperano per offrire una immagine di se, un po' migliore, studiando da autodidatti le materie professionali, e a volte adottando delle soluzioni organizzative, e, perché no, dei veri e propri iter burocratici frutto di estrosi ingegni, di cognizioni personali, ma tali da fornire un servizio efficiente. Qualcuno di loro lo fa per passione, qualcuno per dignità, forse anche per protagonismo o per autoaffermazione e ambizione, ma questo non conta. La cosa che più conta è che qualcuno lo faccia, perché far funzionare bene un servizio in più migliora la immagine di tutti noi, nel momento in cui altre figure più o meno ausiliarie, più o meno "pubbliche", entrano in campo ed operano nei settori che per anni ed anni sono stati il nostro pane quotidiano. A questi colleghi va un ringraziamento, e, se possibile un aiuto per realizzare quello che vogliamo in molti che sia………
UN FUTURO DA PROTAGONISTI Roberto Pardo
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