Patentino non per tutti? I casi limite degli adulti senza
patente e patentino
di Maurizio Marchi* - dal sito www.asaps.it
Quella del 2003 è stata una calda estate: certamente dal
punto di vista "del termometro" che da quello delle rivoluzionarie
modifiche al codice della strada! Poveri operatori di polizia: oltre alla sofferenza
per le temperature oltre i quaranta gradi, ci siamo dovuti confrontare con le
modifiche - a volte eccentriche - del codice della strada. Abbiamo da subito
- ASAPS in prima fila fra gli addetti ai lavori ed alla sicurezza fatto una
barriera a quello che fu definito "l'assalto alla diligenza", con
un movimento trasversale di parlamentari che, probabilmente più a fini
elettorali che per motivazioni di sicurezza o tutela della legittimità,
intendeva stravolgere e svuotare il sistema della patente a punti. Quando il
13 agosto abbiamo visto il testo della conversione in legge abbiamo cantato
vittoria: almeno per quanto concerne i punti. Non un solo attacco aveva scalfito
la struttura fondamentale, anzi: si assisteva addirittura ad un inasprimento
dei punti da decurtare con introduzioni di ulteriori provvedimenti e procedure
al limite della legittimità costituzionale, al fine di fornire maggiori
strumenti per le forze dell'ordine impegnate sulla strada (decurtazione punti
al proprietario, svuotamento e limitazione delle funzioni del Giudice di Pace,
nuove modalità di accertamento dell'uso di sostanze alcoliche e stupefacenti,
ecc).
Ma non erano tutte "rose e fiori". Lo si era visto subito. C'erano
tante piccole imperfezioni ed errori da sanare, dovuti probabilmente alla fretta
di chiudere il provvedimento prima della chiusura estiva del Parlamento. In
fondo era stato "un colpo di mano" a fin di bene: forse consapevole
delle pastoie parlamentari il Governo aveva deciso un decreto legge a sorpresa,
ad inizio estate, che per essere convertito doveva passare quasi a scatola chiusa.
E nella scatola chiusa ci sono alcune sorprese. Lo sapevamo, era stato fatto
notare, ma dovendo scegliere, tutte le energie erano state usate per "resistere"
sulle tematiche più importanti. Una delle sorprese è costituita
dai requisiti di guida dei ciclomotori da parte dei maggiorenni. Una doppia
sorpresa! Da un lato si introduce l'obbligo di munirsi di patentino anche per
i maggiorenni a decorrere dal primo luglio 2005 (per i minorenni l'obbligo decorre
invece dal primo luglio 2004), dall'altro ci si è dimenticati della sanzione.
Facciamo un po' di chiarezza:
” articolo 116 comma 1-bis. Per guidare un ciclomotore il minore di età
che abbia compiuto 14 anni deve conseguire il certificato di idoneità
alla guida, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti
terrestri, a seguito di specifico corso con prova finale, organizzato secondo
le modalità di cui al comma 11-bis
•articolo 116/1-ter. A decorrere dal 1† luglio 2005 l’obbligo di conseguire
il certificato di idoneità per la guida di ciclomotori è esteso
anche ai maggiorenni che non siano già titolari di patente di guida
•articolo 116/13-bis Il minore che, non munito di patente, guida ciclomotori
senza aver conseguito il certificato di idoneità di cui al comma 11-bis
è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
euro cinquecentosedici a euro duemilasessantacinque (questo comma entra in vigore
1° luglio 2004)
Come dire: mentre per i minori l'omissione è sanzionata, per i maggiorenni
non lo sarà.
Ad essere onesti, interpellato a suo tempo il competente ministero (stiamo parlando
dell'estate scorsa), si faceva notare che il problema era solamente teorico
in quanto - prima del luglio 2005 - il codice "sarebbe cambiato ancora"
ed in tale sede si sarebbero sanate le inesattezze. Va anche detto che il politico
di turno - anche con interventi sulla stampa specializzata - non ha brillato
negli ultimi tempi: ha fatto spesso confusione fra ciclomotori e motocicli.
Da qui le affermazioni del genere: "dal prossimo anno modificheremo il
codice per togliere i punti anche ai motociclisti": ma come, i motociclisti
non hanno la patente A1 oppure A? Quindi i punti vanno tolti anche adesso. Poco
importa se sono arrivate le rettifiche: intanto il motociclista che ha letto
l'articolo aprirà un contenzioso con chi gli ha elevato un verbale "da
punti" (l'ha detto il ministro sul giornale....), bene che vada. Perchè
potrebbe andare anche peggio, ed i punti "trasferirsi come per incanto
dal verbale alla faccia del verbalizzante". Purtroppo i tempi in cui la
semplice vista di una divisa incuteva, non dico timore, ma rispetto e maggior
attenzione alla condotta di guida sono passati da un pezzo.
Ma non è finita: la storia del patentino ha altri risvolti
interessanti sfuggita a molti addetti ai lavori e - fino ad ora alla stampa.
Ferme restanti le promesse di modifiche fatte dai competenti ministeri al fine
di equiparare il patentino alla patente di guida almeno per quanto concerne
la decurtazione dei punti e la sospensione, allo stato attuale il titolare di
patentino non perde punti e non rischia la sospensione in caso (a titolo di
esempio) di guida in stato di ebbrezza o di fuga in caso di incidente. Nella
rivista il Centauro e sul sito abbiamo già avuto modo di leggere titoli
del tipo "pirata (purtroppo non sto parlando del famoso e sfortunato mio
concittadino) scende dall'auto e continua sulla minicar (ciclomotore a quattro
ruote)".
Quindi chi sorpreso alla guida di un motoveicolo o autoveicolo in stato di ebbrezza
si ritrova senza patente ai fini della sospensione, può utilizzare un
ciclomotore. E qui cominciano i problemi, con una disparità di trattamento
che potrebbe interessare la Corte Costituzionale
Sappiamo che l'articolo 116/13-ter prevede l'obbligo di conseguire patentino
solo a chi non sia titolare di patente.
Potremmo allora avere alcuni curiosi casi:
1. il titolare di patente che mai penserebbe di utilizzare un
ciclomotore (magari si definisce centauro ed usa una corrispondente moto), che
si ritrova sanzionato per guida in stato di ebbrezza con conseguente sospensione
della patente (ma potrebbe aver violato anche altri articoli: 142/9, droga,
fuga, corse clandestine, ecc). FINCHE' NON TORNA IN POSSESSO DELLA PATENTE,
DA LUGLIO 2005 (pur mancando per ora la sanzione, ma tanto rimediano e lo mettono
a posto il comma), NON PUO' CONDURRE NEMMENO I CICLOMOTORI
2. colui che avendone i requisiti consegue sia il patentino che la patente,
viola gli stessi articoli dell'amico del caso precedente ma, DA LUGLIO 2005,
AVENDO IN TASCA ANCHE UN PATENTINO, POTRA' CONTINUARE A CONDURRE I CICLOMOTORI
E NON RESTARE A PIEDI
Forse allora non ci dobbiamo tanto preoccupare se ad oltre un anno dall'entrata
in vigore manca ancora la sanzione per i maggiorenni: anche se manca "la
punizione", il precetto resta, con tutte le responsabilità in ambito
civile ed assicurativo (rivalsa). Non dimentichiamo che abbiamo sempre l'articolo
140/1 del codice che è una sorta di norma in bianco ma anche di integrazione
per tutte le eventuali omissioni del codice. Vi si legge infatti che "Gli
utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o
intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata
la sicurezza stradale". E se non ho conseguito il previsto patentino, anche
se non c'è sanzione, non posso dire di essermi comportato in modo tale
da non costituire pericolo. Non so guidare!
Forse allora il legislatore si deve un poco rimboccare le mani. Riepiloghiamo
1.prevedere la sanzione non solo per i minorenni ma anche per i maggiorenni
2. equiparare ai fini sanzionatori il patentino alla patente prevedendo le stesse
decurtazioni in punti e le stesse sospensioni
3.prevedere che alla sospensione del patentino consegua anche quella della patente
di guida e viceversa.
* Comandante PM Gambettola (FC)