TRATTO DA “IL GAZZETTINO DI BELLUNO” – pag. V

 Domenica, 27 Gennaio 2002

 

POLIZIA MUNICIPALE

 

 

«Basta costringere gli agenti di polizia municipale a guidare gli scuolabus o i mezzi sgombraneve, basta farli lavorare nelle funzioni del messo notificatore o in quelle di un impiegato amministrativo. Impiegateli secondo le mansioni previste dalla legge. Nonostante i nostri appelli, molti, troppi comuni del Bellunese continuano a svilire la professionalità dei colleghi. Finalmente, dopo i nostri esposti inviati anche al Presidente della Repubblica, la Prefettura ora ha aperto un'indagine. Ma noi siamo pronti, se sarà necessario, anche ad andare oltre, cioè ad interessare la procura della Repubblica».

Achille Da Pra, il segretario provinciale del sindacato dei lavoratori della Polizia municipale (Sulpm), non nasconde la propria soddisfazione per il primo risultato che la battaglia intrapresa da tempo ha comportato.

L'elenco dei Comuni "incriminati" è decisamente lungo, e non mancano casi davvero significativi, come quello dell'unico vigile di San Nicolò Comelico (il quale svolge anche servizio di autista di scuolabus e si è visto negare la mobilità) o dei due colleghi di Santo Stefano (che pure svolgono anche il compito di conducenti dei pullmini), fino a quelli dell'Agordino (che quando nevica si mettono anche alla guida dei mezzi sgombraneve).

«La nostra segreteria sindacale - scrive dunque Da Pra in un comunicato - finalmente vede attivarsi la Prefettura di Belluno per indagare su quanti Comuni impiegano impropriamente il personale della polizia Municipale (Vigili Urbani, Guardie Boschive e Campestri) per lo svolgimento di mansioni non istituzionali (di polizia locale). Infatti la stessa Prefettura, dopo decine e decine di segnalazioni ed ultimamente di specifiche richieste d'intervento (inviate anche al Capo dello Stato, visto l'apparente stato di non interessamento), il 21 gennaio ha inviato a tutti i Sindaci una specifica richiesta di informazioni in proposito. Comunicheremo anche noi i dati in nostro possesso alla Prefettura ed inoltre, se vi saranno delle discordanze sui dati raccolti, inviteremo la stessa, ed anche l'Autorità Giudiziaria, ad effettuare le necessarie indagini per accertare se vi siano stati dei falsi in atti pubblici».