Da: Antonio D'Amato
Inviato: lunedì 29 aprile 2002 23.09
A: sulpm
Oggetto: risposta alla lettera pubblicata sul quotidiano "IL MATTINO" nella rubrica -DITELO AL MATTINO- del 26 aprile 2002.
                                                                                      Ai Sigg. commercianti di via Toledo

                                                                      A tutti i gli  mezzi Organi d’informazione

                                                              A tutti i colleghi della PM di NAPOLI

                                               A chi se ne sente coinvolto

Oggetto: lettera aperta.

                “risposta alla lettera pubblicata sul quotidiano “IL   MATTINO” nella rubrica -DITELO AL MATTINO- del 26 aprile 2002.

Stanotte ho fatto un sogno. Vivevo una favola contemporanea che, più o meno, si svolgeva così:

Q Anno 1980.

“C’era una volta via Toledo”….

… in particolare il tratto collegante la zona dei quartieri spagnoli, pignasecca, ecc. al centro della città. I cittadini che vi passeggiavano nei giorni feriali e festivi circolavano su marciapiedi larghi la metà di quelli attuali e nessuno si lamentava! 

Q Anno 1990. 

Poi i tempi maturano e anche Napoli, quindi, da il via al piano dell’ arredo urbano. I marciapiedi furono allargati e l’area successivamente pedonalizzata. 

(Pensavo: …E gli abitanti dei quartieri spagnoli che pure usano auto e motoveicoli hanno perso una via principale di sbocco verso il centro cittadino).

Però, che belli i marciapiedi, tutti in pietra lavica, le fioriere attrezzate a panchine, i segnali di divieto di circolazione nell’area pedonale. La gente allora era felice, si appropriava della sua città ed anche il commercio risultava fiorente. I commercianti erano abbastanza sereni. Tutti erano felici!

Col passare del tempo arrivarono i primi  ambulanti abusivi. I marciapiedi erano ospitali e nessuno chiedeva l’intervento della polizia municipale per il ripristino della legalità commerciale. Infatti, debbo ritenere, che ai commercianti e alla gente del luogo extracomunitari e non, forse,  “facevano pena”. Poi, biblicamente parlando, gli abusivi, come preventivabile, “crebbero e si moltiplicarono”. Qualcuno, non più colto dal nostrano pietismo (che si manifesta solo quando a pagare sono gli altri), sentì il puzzo della sleale concorrenza, e quindi inziò a recriminare circa la mancanza di controlli da parte dei “vigili”, dimentico, forse, del detto: “meglio perdere un regno che ………

Infatti, gli abusivi si insediarono ed occuparono, divenendo indigeni, nella “terra promessa” da chi non era proprietario, mentre i politici che, pur sapendo non davano direttive, si alimentavano del consenso degli altri più “importanti” pietisti, cioè l’elettorato in genere. L’insediamento perdurava, magari con i subdoli atteggiamenti di qualche  commerciante che prima chiedeva l’intervento e all’arrivo dei “vigili” addirittura si schierava con gli abusivi, chissa forse per …….. E il tempo passava… … non più tranquillamente!

Q Anno 2000. 

Il Comune assume oltre 500 agenti di polizia municipale. Circa 160 vengono aggiunti alle due sezioni che territorialmente operano su via Toledo, cioè addette a controllare un territorio delimitato dalle circoscrizioni Chiaia, S.Ferdinando, Posillipo, Montecalvario, Avvocata, S.Giuseppe e Porto. 

Non potendo prescindere dalla “grande civiltà e senso civico” della maggior parte dei cittadini al volante e al manubrio, che, quotidianamente, richiede l’utilizzo del 70% della forza in servizi di viabilità, attesa l’esigenza di far fronte anche agli altri 25 compiti istituzionali (es. controlli mercati, negozi ecc, indagini polizia giudiziaria, esposti cittadini, sicurezza fabbricati, adeguamento alle norme di insegne e tabelle, controllo dei prezzi,  rispetto delle norme igienico-sanitarie e così via) solo il restante 05% degli operatori è impiegato nei così detti controlli di Polizia Urbana, cioè abusiva occupazione del suolo pubblico, contrabbando, contraffazione ecc.  Gli addetti alla polizia urbana, quindi, sono costituiti da circa 20 unità suddivise in 2 turni di lavoro (3 nei week-end e nei periodi di maggior afflusso turistico). Pertanto, calcolando che le zone mercatali e pedonali ne sono all’incirca 9, restano, per pattugliare il territorio, 2 bravi agenti di polizia municipale (Pensavo ancora: quando i cittadini ne vedono 3, quindi, è per miracolo).

Inizia l’orario di vendita. Dai quartieri spagnoli flotte di venditori ambulanti abusivi, extracomunitari e non, si installano su via Toledo. Solo un esiguo numero di persone  cominciano a lamentarsi per la invivibilità e la percorribilità del marciapiede.

Ed ecco che comincia lo show.

I poliziotti municipali, non i soli a pattugliare continuatamene la zona, ma i soli a reprimere la vendita abusiva (dove ai vigili è imposto di intervenire per scippi,  rapine e contrabbando, ma nessuno ricorda a CC P.S e G.di.F che sono addetti alla polizia in genere, ove questa sta alla cura della civile convivenza), notato l’illecito in atto debbono intervenire. Se si è fortunati, c’è anche una macchina del Corpo in appoggio, visto che i soliti 2 cortei giornalieri e le frequenti manifestazioni impegnano le poche pattuglie disponibili. Si procede, pertanto alla verbalizzazione e al sequestro della merce. 

Ma, cosa accade: gli agenti, tutelanti l’ordine e la sicurezza pubblica, sono circondati, oltre che da tutti e tanti abusivi, anche dai cittadini pietisti, i quali rinnegando la difesa del loro viver civile, apporfittando della massa che da coraggio, su incitazione del primo “azzeccagarbugli” di passaggio, inveiscono contro gli agenti operanti, molte volte assalendoli con vie di fatto.

Vi è da considerare, e non lo dovrebbero fare solo i “vigili” che, forse, tali comportamenti, oltre che dallo spirito anarchico, proprio del popolo partenopeo, sono dettati anche da una condizione economica; infatti se si elimina la vendita abusiva, poi dove vanno a comperare le borse contraffatte ad arte, i cd musicali,per play-station e per PC rigorosamente contraffatti, oltre che gli occhiali, le chincaglierie, l’oggettistica, le magliette, l’incenso, i pop-corn, le spighe, lo zucchero filato e gli Hot-Dog ? E del “benefattore” che cura per periodi settimanali tanti cuccioli di cane con relativa cagna a seguito! Ne vogliamo parlare???????).Strano vero?!?! 

Poi ecco le due risoluzioni che ho sognato:

§ I poliziotti operano, tutto è andato bene, il sequestro va a buon fine, la gente è scontenta, l’abusivo si ritrova la merce sequestrata, ed il giorno dopo è di nuovo lì. 

§ Ai poliziotti non viene dato adito ad operare, gli agenti impegnati cominciano la “ormai sempre più frequente” rissa col popolo (dapprima) e poi anche con gli abusivi, la quale culmina con gli agenti in ospedale (mancanza, quindi, per i successivi 5-30 giorni in media dal servizio, a meno che non ci si frattura qualche arto, e tutti conosciamo i tempi di ripresa, degli angeli a tutela del civismo metropolitano), l’arresto a carico di chi provoca lesioni e resistenza ad un pubblico ufficiale, un processo per direttissima e la pena sospesa per la persona arrestata. Pertanto, l’abusivo si ritrova, anche in questo caso, la merce sequestrata, ed il giorno dopo è di nuovo lì. 

All’improvviso mi sono svegliato. Ero madido di sudore. Ho iniziato a rimuginare sul sogno che avevo fatto e ho pensato: 

n      Ciò nonostante non temiamo nessuno!!! Checché qualcuno ne dica!!! E non abbiamo bisogno di soccorsi dall’alto che ci vengono ad aiutare su via Toledo (Vedi Maurizio Costanzo Show marzo 2002).

n      L’agente operante, non è nemmeno coperto da assicurazione contro gli infortuni in servizio, nonostante sulle buste paga, che arrivano qualora c’è la carta, ci sia una ritenuta INPDAP obbligatoria.

n      Gli agenti, nelle ore di relativa “calma” devono anche far rispettare le norme relative al Codice della Strada laddove mancano da più di un anno i segnali stradali di delimitazione, dove le fioriere- panchine sono quasi tutte (3, forse) danneggiate. Il tutto è stato segnalato a chi di competenza, ma perché non si opera in merito?

n      Purtroppo oggi via Toledo è così. Ma il lieto fine della favola qual è?

 

Forse ci sarà, forse dipende dall’amministrazione e da noi cittadini tutti, che dovremo (e vale per molti di noi) prima imparare a convivere con noi stessi e poi pretendere che la nostra quotidianità civica sia rispettata dagli altri.

Bah, non so più cosa pensare, ma credo che attendendo affinché chi di dovere provveda in merito, gli operatori di polizia municipale operanti in zona dovrebbero ringraziare di sopravvivere e restare in attesa che il lieto fine arrivi presto onde fornire un ottimale e sempre più specializzato servizio a tutti i cittadini, in particolar modo a chi comprende che chi opera nella realtà napoletana è a Sua disposizione e non contro di Lui.

Meglio se mi rigiro e cerco di riprendere sonno, tanto noi siamo ancora motivati. E vi assicuro che Se ne accorgeranno presto!!!

 Antonio D’Amato,

                                                                    cittadino ed Agente di Polizia Municipale

del SULPM di NAPOLI