A tutti i Componenti la polizia municipale e provinciale.

UN DEMOCRATICO CAPOVOLGIMENTO DELL’INTERPELLANZA PARLAMENTARE

Colleghi, il S.U.L.PM., in considerazione che:

1.     L’attuale maggioranza di Governo non ha rispettato quanto preannunciato nel programma elettorale per quanto attiene la creazione di quei giusti presupposti giuridici e organizzativi per le polizie municipali e provinciali, anzi, da quanto c’è stato dato di riscontrare che questo Governo si muove per annientare l’attuale polizia locale che vorrebbe sostituirla con altri soggetti, camicie di vario colore, volontari e guardie giurate;

2.     Quanto è dimostrato sia dalla dispersione organizzata per la Riforma della legge 65/86 (ordinamento delle polizie municipali e locali) che già da un anno doveva trovare concretezza in Parlamento, sia dalla mancanza di fondi ad Essa destinati attraverso gli emendamenti incorso alla legge finanziaria;

3.     Troppe sono le corporazioni interessate affinché dette polizie siano annientate (vedi estemporanea creazione del poliziotto e carabiniere di quartiere nonché all’affidamento alla G. di F. della “cura dei cittadini extracomunitari”;

4.     Tanto si lega al fatto che i vertici delle polizie statali non intendono pervenire ad un riequilibrio degli organici poiché nella logica dovrebbe essere la polizia locale a detenerne organici superiori alle polizie ad ordinamento statale, situazione riscontrabile in tutti i Paesi Europei e Stati con democrazie consolidate;

5.     La partita si gioca sul varo della legge sulla cosiddetta devolution (Ddl 1187), ad oggi 20.11.02 già in discussione al Senato, che ha anticipato la discussione, prevista per i primi di dicembre, senza aver fatto la necessaria chiarezza assicurataci da esponenti del Governo;

6.     Dell’incontro con il Relatore del Decreto di cui sopra (Senatore D’Onofrio), che pur di assecondare il Ministro Bossi sarebbe disposto a regolarizzare parte del personale delle polizie statali, assegnando loro anche funzioni in materia di polizia amministrativa, leggasi cura dell’edilizia, annona, commercio, ecc.ecc. (in dispregio alla riforma avviata con il D.P.R 616);

7.     Le polizie municipali e provinciali, pertanto, sarebbero destinate alla sola cura della viabilità, ossia all’estinzione poiché tali funzioni sono già in parte soppiantate da mezzi tecnici (semafori intelligenti – telecamere a circuito chiuso, ausiliari ecc. ecc), e che, per il personale della P.L., potrebbe comportare anche l’inizio di mobilità interna ad altri settori degli EE.LL, ipotesi di messa in mobilità, anticamera, lo ricordiamo, della cassa integrazione e del successivo licenziamento atti previsti dalla contrattazione di tipo privato quale la nostra;

8.     La discussione sulla cosiddetta devolution è stata già calendarizzata al Senato, con i riferimenti di cui all’allegata ipotesi d’interpellanza, ossia che mancando, da parte di Senatori e Parlamentari, la dovuta e giusta attenzione sulla polizia municipale e provinciale tale percorso parlamentare potrebbe determinare la vera e definitiva estinzione del ruolo svolto dalle polizie locali;

9.     Il tutto pregiudicherebbe oltretutto l’intera piattaforma rivendicativa, poiché non vi sarebbero più i presupposti giuridici e funzionali per rivendicare i diritti sulla contrattazione separata, categoria usurante, indennità ecc;

Si rivolge a tutti i Colleghi di ogni ordine e grado affinché si attivi l’azione di Base ed ogni poliziotto municipale e provinciale che si sente e voglia rimanere tale, e non divenire ausiliare degli ausiliari, si attivi a interpellare senatori e parlamentari eletti in tutti i Collegi di riferimento.

Tale indispensabile azione occorre per stimolare e rendere nota la reale posizione di chi, poi, viene a dirci che al senato ed alla Camera ha appoggiato le rivendicazioni dei 60.000 poliziotti locali, nonché per dare ulteriore sostegno al S.U.L.P.M.,   da anni impegnato nell’azione rivendicativa a favore della Categoria, con parallelo contrasto a chi punta all’annientamento professionale e giuridico dei poliziotti municipali e provinciali.

In linea preannunciamo la dichiarazione di sciopero con corteo in Roma che si terrà al fine di manifestare la Nostra volontà ad essere considerati quali Operatori della sicurezza che non ci stanno più a morire e ad essere turlupinati da uno Stato che da decenni li svende ed oggi si appresta addirittura ad annientarli.

Per quanto, se intendete collaborare, affinché non trionfino coloro i quali auspicano la nostra scomparsa, inviate l’allegata interpellanza (singolarmente ma sarebbe ancor meglio in gruppo – scindendo l’allegato documento tra singolare e plurale) a senatori e deputati eletti nei Vostri Collegi, inoltrandola, parallelamente all'indirizzo internet [email protected] o in copia alla Struttura  SULPM provinciale, significandovi che tutte le interpellanze saranno, comunque, pubblicate sul predetto sito.

Certi dell’appoggio di chi non vuole essere svenduto, continueremo nella lotta affinché ci sia, definitivamente, riconosciuto il ruolo che ci spetta in seno alla sicurezza della nazione, augurandoci che in tale azione intervengano tutti i Sindacati di Categoria che siamo certi condivideranno gli obiettivi di queste interpellanze.

I Componenti la Commissione Nazionale
Lupo Michele – Micillo Antonio – Mascella Claudio – Ladini Franco – Assirelli Mario

 


ATTENZIONE
PER LA CATEGORIA
DOCUMENTO DA INVIARE A:

Esimio Senatore/Onorevole ___________________________ Il/ i sottoscritto/tti, quale/li componenti il Corpo della polizia municipale/provinciale del Comune di _______________________________

o della polizia provinciale Provincia _________________________ nonché elettori nel Suo Collegio senatoriale, con la presente ed riferimento alla discussione sul progetto di legge sulla cosi detta devolution, in discussione al Senato con il D.D.L S/1187, il quale dovrebbe rispecchiare la Riforma del Titolo V della Costituzione (artt. 117 e successivi D.D.L S/1545), poiché il tutto riflette anche la Riforma della polizia municipale e provinciale che non può nascere se non incardinata in Questa cornice, Le chiede/no di conoscere se Ella o il Suo Gruppo senatoriale ha deciso: -----------------------

·        Quale soggetto deve comporre la nuova polizia locale cosi come sancito dalla Riforma dell’art.117, o meglio, avete intenzione di creare un settimo Corpo di polizia oppure intendete che la nuova polizia locale regionale sia--------------------------

1.     L’attuale polizia locale, cioè quella municipale e provinciale, magari accorpando anche la vigilanza sanitaria, ittico venatoria, ecc., il che, nell’interesse della Collettività nazionale, sarebbe la soluzione più consona per non disperdere altre risorse economiche, umane e tecniche;

2.     Un nuovo Corpo (settimo), cosi come vorrebbe qualcuno di modo da dare giuridicità a camicie di vario colore, al volontariato ecc., o giurisdizione ad altri soggetti dove un sottosegretario agli Interni, seguendo un proprio “comprensibile obiettivo” ha già formulato l’ipotesi che le guardie giurate siano inserite nei Corpi di polizia municipale;

3.     Se essa debba derivare da una scissione delle polizie statali, come ha ipotizzato il Relatore per il Governo sulla devolution, che pertanto si dividerebbero in due tronconi, vale a dire che metà rimarrebbe al servizio dello Stato, mentre l’altra metà passerebbe al servizio dei Governatori.

In linea, e a solo titolo d’espressione democratica, il/ i sottoscritto/tti Osserva/no:

1.     Se dovesse essere la prima ipotesi, avete intenzione di riequilibrare gli organici degli Organi di polizia, laddove dovrebbero invertirsi gli attuali assetti, in pratica le polizie municipali e locali dovrebbero passare a circa 300.000 dipendenti, mentre quelle statali dovrebbero scendere ad un massimo di 100.000, dove, com’è giusta sia (anche perché tale modello è adottato dai Paesi meglio organizzati), a queste rimarrebbe la solo cura dei reati associativi, del terrorismo e dell’intelligence?;

2.     Se fosse la seconda che finirebbe di renderci ridicoli agli occhi del Mondo poiché neppure il Burundi ha tante polizie quante ne ha e n’avrebbe l’Italia, da dove saranno prese le risorse economiche per altri 100.000 poliziotti locali?

3.     Se dovesse invece essere la terza, atteso che la polizia amministrativa, cosi com’erroneamente intesa (cura dell’edilizia, annona, commercio, sanitaria, ecc. ecc.), passerebbe al Corpo di polizia regionale prevedendo per i Lavoratori delle polizie municipali e provinciali, la mobilità in altri servizi degli EE.LL, oppure, legifererete l’estinzione di detti Corpi, laddove  la sola cura della viabilità, ad oggi pian piano regolata da semafori intelligenti, telecamere, ausiliari del traffico, ecc., non ne giustificherebbe più l’esistenza?

Egregio Senatore, siccome ritengo/ riteniamo che solo in questi presupposti risiedono le serie e consone risposte che parlamentari e governanti debbono non solo ai 60.000 Lavoratori della polizia municipale e provinciale, quanto piuttosto all’intera Collettività nazionale, Le chiedo/chiediamo un riscontro alla presente che, ad ogni buon conto, varrà per conoscere, almeno, la Sua posizione sulla questione esposta.

Ciò Le è chiesto nell’ambito di un più vasto progetto, il quale vuole, democraticamente, contrapporsi al mantenimento di ben note corporazioni che, pur di mantenere divisioni ed egemonie varie, hanno determinato lo sfascio del Comparto sicurezza italiano, pertanto risultante non assestato ed organizzato per affrontare la "nostrana" malvivenza, figurarsi poi anche le nuove mafie e la microcriminalità d’importazione.

In pratica, qualora Ella condividesse le mie/nostre preoccupazioni, con la presente Le chiedo/chiediamo un Suo autorevole intervento affinché non sia dato spazio ad elementi estranei alla democratica organizzazione del vivere civile, e quindi far si che la Collettività nazionale non si accolli, per altri decenni, costi economici ed umani incommensurabili, i quali meglio andrebbero spesi se si tenesse conto della vera volontà del Popolo italiano che da sempre ha chiesto vi fossero solo due livelli di polizia cioè uno locale e l’altro statale, dove quello locale, nel sentimento comune, è la polizia municipale e provinciale, dimostratesi sempre e comunque vicine alle reali esigenze del Cittadino.

Nella certezza di riscontro porgo/porgiamo distinti saluti.

                                                        Il/ i sottoscritt