E' morto un collega: prestava
servizio nella stradale.... conta qualche cosa il colore della divisa? Era di
scorta ad una corsa ciclistica: ci sono tante manifestazioni in questo
periodo... podistiche, ciclistiche, Mille Miglia, auto storiche, giri
turistici...
E le forze di polizia di servizio
per queste belle manifestazioni.
La corsa ciclistica che scortava è
una delle tre manifestazioni che in due giorni sono transitate per la città
dove lavoro: questa volta c'era la stradale di scorta e la municipale con i
carabinieri alle intersezioni. Ma poteva succedere a chiunque di noi! E' morto
mentre stava facendo bene il suo lavoro, andando a sbattere contro un ubriaco
che qualche.... prima o poi assolverà...
Prestava servizio alla stradale di
Forlì...
Pierluigi
Giovagnoli, Sovrintendente della Sezione Polizia Stradale di Forlì, oggi 24
maggio 2003, verso le ore 15, nei pressi di Imola, ha perso la vita in un
tragico incidente stradale mentre era di scorta, in moto, a una gara
ciclistica per dilettanti. Giovagnoli, sposato con la signora Patrizia,
lascia tre figli di 23, 11 e 5 anni.
Maurizio
Marchi - Comandante Polizia Municipale
Morto poliziotto riminese
CASALFIUMANESE
- Da non credere quanto il destino si sia accanito per riuscire a portarsi via
la vita di Pierluigi Giovagnoli, agente della polizia stradale di Forlì, nato
a Rimini 47 anni fa, ieri di scorta al giro delle Pesche nettarine per la
tappa lungo la Vallata del Santerno. Quel destino che lui aveva beffato il 22
maggio di cinque anni fa, quando rimase gravemente ferito durante una tappa
del Giro d’Italia femminile, e che ieri si è preso la sua rivincita facendo
di tutto perché la vittima fosse lì, a quell’appuntamento tremendo.Il
fatto è che lì Pierluigi Giovagnoli avrebbe potuto benissimo non esserci.
Ieri aveva infatti chiesto un permesso sindacale per partecipare in mattinata
a un convegno del Siulp, a Forlì. L’argomento, neanche a dirlo, era la
sicurezza durante i servizi di scorta, quegli stessi servizi che la moglie,
riminese come lui e ora rimasta sola con tre figli di 23, 10 e 5 anni, voleva
che lui non facesse più.Ma il suo spirito di servizio lo conoscevano bene
tutti i suoi colleghi, a Forlì era sovrintendente della Stradale, e ieri
mattina, finito il convegno, anzichè andare a pranzo con i relatori,
Giovagnoli aveva salutato tutti e se n’era tornato in strada. Era andato in
centrale, nelle sede di viale Italia poco distante da casa sua a Forlì, si
era cambiato e aveva raggiunto la sua squadra a Castel del Rio per la partenza
del giro. Doveva proprio andare perché per quella gara c’erano pochi uomini
a disposizione. E ci sarebbe anche dell’altro. Sembra infatti che il posto
che gli era stato affidato in origine fosse in coda alla corsa, ma poiché in
mattinata una moto di servizio si era rotta, il coordinatore delle scorte
aveva preferito rinunciare alla coda per mettere invece un uomo in più
davanti. A cambiare di posto era stato Giovagnoli, passato davanti, seconda
moto di scorta. Routine, niente che potesse certo far pensare il peggio, tanto
più che il Giro in questione non ha mai, in tanti anni, registrato incidenti.
Tantomeno così gravi. Nessuno però può sapere quali assi nasconda nelle sue
maniche il solito, implacabile, destino, che ieri intorno alle 15 ha sfoderato
la sua carta più crudele: mettere sulla strada dell’agente Giovagnoli,
anche un automobilista con troppo alcol in corpo.La dinamica resta al vaglio
dei Carabinieri, ma secondo una prima ricostruzione quando la carovana della
gara, che scendeva da Castel del Rio, è arrivata all’altezza di Riviera, la
frazione di Casalfiumanese, Pierluigi Giovagnoli si sarebbe spostato al centro
della carreggiata per segnalare il passaggio della gara. Prima di lui
erano già transitate diverse auto dell’organizzazione annunciando il
passaggio del corteo di ciclisti. Perciò i Carabinieri che hanno rilevato
l’incidente, così come tutti gli altri che hanno assistito attoniti alla
scena, non riuscivano a capire come potesse essere successo che quel Daily non
avesse capito di doversi fermare e restare fermo. Fatto sta che il furgone si
è fatto avanti come se nulla fosse e, viaggiando in direzione opposta alla
gara, spostandosi a sua volta al centro della carreggiata a dire del
conducente, un 43enne di Imola, per superare una moto, ha travolto in pieno il
poliziotto. L’impatto è stato violentissimo, la moto è stata trascinata
per una ventina di metri, per poi scaraventare il povero agente nel fosso e la
sua moto nel campo. Di fronte a quell’automobilista i Carabinieri hanno
tirato subito fuori l’etilometro: in corpo aveva un tasso di 300 milligrammi
di alcol contro gli 0,50 consentiti. Sarà denunciato per guida in stato di
ebbrezza.“Abbiamo sentito il botto. noi eravamo più indietro e abbiamo
capito dopo che era stato quel furgone contro la moto dell’agente - racconta
Giuseppe Gaddoni, organizzatore della gara ciclistica romagnola -. Un
incidente tremendo. I corridori ci si sono trovati in mezzo, ma forse non se
ne sono resi contro, l’agente era stato sbalzato nel fosso e non si vedeva.
Una cosa tremenda. Quegli agenti li conosciamo, sono sempre loro, sono 14,
quelli che seguono le nostre gare. Il loro comandante era disperato. Tutti
siamo choccati. Domani (oggi, ndr) c’è l’ultima tappa, la correremo, ma
almeno con il lutto al braccio, organizzatori e atleti”.La gara comunque non
si è fermata. All’arrivo a Imola l’organizzazione ha però cancellato
ogni celebrazione. Niente spumante, niente folclore, peggio di così il Giro
delle pesche nettarine non poteva chiudersi.La moglie di Giovagnoli è stata
avvisata nel tardo pomeriggio da due colleghi del marito che si sono
sobbarcati quel compito pesante. La signora Patrizia, che era alla festa
dell’asilo del figlio più piccolo, si è sentita male.
Laura Giorgi