Al Direttore di REPORT
                                                                                                                                            RAI -TRE

Egregio direttore,

in relazione alla puntata del 4 maggio u.s. voglio esprimerLe per conto della intera segreteria  generale del sindacato il nostro apprezzamento per la professionalità e la puntualità dei servizi  mandati in onda.  Illustrissimo direttore,  i dati in merito al numero dei sinistri mortali e fortemente invalidanti, assegnano alle aree urbane  la triste percentuale di oltre il 75%. In queste aree, comprendenti tutte le tipologie di strade e quindi non solo le vie cittadine , a norma dell’articolo 12 del codice della strada opera la polizia municipale. Questi corpi di polizia non godono certamente di grandi attenzioni,  o meglio, di spazi di interventi da parte dei mass-media  tali da valorizzarne  l’operato, anzi, e secondo noi a danno di una cultura che nelle vittime della strada vede soltanto morti di serie “C” dovuti al caso e non per effetto di violazioni di norme anche di carattere criminale. Eppure  oltre 8000 (dico ottomila) sono  le vittime della strada ogni anno, senza contare coloro che avranno una vita distrutta dalle gravi ferite riportate, pensi, da un punto di vista egoistico, quanto costa tutto ciò alla nostra società. I corpi di polizia municipale ormai operano in esclusiva  per la prevenzione e per il rilievo degli incidenti stradali senza che i lavoratori del settore vengano messi in condizione di operare, neppure a salvaguardia della propria incolumità. Ciò deriva dalla scarsa sensibilità dei nostri amministratori, probabilmente poco interessati a garantire la sicurezza stradale, ed inclini ad utilizzare i proventi rivenienti dalle sanzioni per rimpinguare le casse comunali, piuttosto che utilizzare tali risorse, come prevede l’articolo 208 del codice della strada, per i problemi connessi alla sicurezza stradale. Inesistenti sono inoltre le direttive da parte delle istituzioni interessate (sindaci, prefetti e ministeri competenti). In moltissimi comuni gli agenti sono addirittura privi di divise. In questi ultimi tempi abbiamo registrato, quale sindacato maggiormente rappresentativo, presente in quasi tutti i comuni, un notevole aggravamento di questa ormai consolidata situazione di disinteresse generale, si respira quasi aria di smobilitazione generale, quasi si volesse sostituire la polizia municipale con altri soggetti di provenienza privata (vigilantes vedi disegno di legge governativo e legge regionale Lombardia n.73/03). Tutto ciò non contribuisce al raggiungimento di un doveroso obiettivo, quello di salvare vite umane. Gli oltre 60.000 poliziotti municipali, seppure sotto organico (pensi le polizie statali contano un organico di circa 400.000 uomini) , se dotati di mezzi idonei e di una idonea legislazione, ( le promesse elettorali sulla sicurezza si sono ridotte a passerelle pubblicitarie con l’aggiunta “di quartiere” per tutti i corpi statali e locali) potrebbero, e ne hanno tutta la volontà, essere un mezzo notevole atto a frenare questa ecatombe, che nei giovani trova le vittime . Per questo caro direttore Le chiediamo di rendersi conto personalmente della situazione esposta, attraverso un indagine giornalistica, sicuramente troverà tutta la nostra disponibilità che sin da ora mi sento di garantirLe a nome di tutto il sindacato.

Certo di un cortese cenno ringrazio e saluto.

Taranto, lì 9 maggio 2003

                                                                                                                      Michele Lupo
                                                                                                           Segretario generale aggiunto

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