SEGRETERIA REGIONALE DEL LAZIO
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Oggetto: Forse un autogol !?

Data: lunedì 2 giugno 2003 22.34

Quando, il giorno 30, mi sono trovato a sedere a palazzo Marini quale componente della delegazione SULPM all'incontro sul tema: "2003 L'Anno Della Riforma Della Polizia Locale", il primo pensiero è volato a tutte quelle altre volte in cui ho creduto che la tanto agognata riforma della L. 65 fosse in dirittura d'arrivo.

Quali e quante le delusioni provate in questi anni di militanza, durante il  cui corso ho visto nascere, crescere e, sistematicamente, naufragare, illusioni legate alla proposta di legge del relatore di turno! Ogni volta una sorta di pantomima, preordinata e ripetitiva con la quale si richiedeva, innanzitutto, l'attenzione della categoria e l'impegno dei suoi componenti al fine di creare sensibilizzazione sull'argomento, cosa questa che prefigura l'appoggio elettorale a chi, oltre ad essere il relatore della proposta del momento è anche il candidato del tale o talaltro schieramento politico.

Questo balletto, che si è susseguito negli anni ha ingenerato in me alcune convinzioni che, sono certo, saranno dure a morire.

Innanzitutto la sincerità dei vari relatori che si sono susseguiti nel tempo: Dando per scontata (personalmente sono sempre propenso a credere nell' affidabilità dei miei interlocutori, almeno fino a prova contraria) la buona fede dei suddetti, non è che magari ci hanno tenute nascoste situazioni che avrebbero potuto castrare i tentativi di riforma? O, in alternativa, non sarà stato, piuttosto, che loro, i relatori, sono stati mandati in avanscoperta a proporre riforme che le varie eminenze grigie sapevano perfettamente essere soltanto fumo e che non si sarebbero mai concretizzate?

Perdonatemi la dietrologia, ma se consideriamo sinceri i relatori delle varie bozze di riforma, qualcuno, magari dietro le quinte che ci ha raccontato balle per loro tramite ci deve pur essere! E pigiando sull'acceleratore della suddetta dietrologia, a quale scopo sarebbe servito il far lanciare delle proposte con l'unico fine di porle all'attenzione degli uomini e delle donne della polizia locale per qualche mese per poi farle miseramente naufragare?

Perdonatemi l'eccesso di dietrologia, ma non riesco a ravvisare uno scopo concreto per averci fatti giungere al traguardo, addirittura, dell'ottava proposta di legge di riforma, che non sia quello che, in termini militari, potremmo definire "creare un diversivo".

Quale strategia migliore, infatti, si potrebbe concepire per tenere un'intera categoria lavorativa, rappresentativa di oltre sessantamila persone, buona e tranquilla mentre nel frattempo, si varano altre riforme che vanno ad intaccare anche la dignità dei suoi componenti?

L'Onorevole Paolo Ricciotti, con la sua proposta, la 3434, ha indubbiamente messo su carta quasi tutte quelle che sono le istanze provenienti dalla polizia locale. Ha creato una riforma che, se approvata, supererebbe problemi annosi finora irrisolti e restituirebbe l'orgoglio a tutti noi che, alla polizia locale, sentiamo, nel profondo, di appartenere. Se approvata!!! Figuriamoci se verrà approvata! Il tal Sottosegretario presente al convegno, ci ha, molto carinamente, informati che, prima di arrivare in aula, la proposta dovrà subire le Forche Caudine di ben diciotto commissioni (compresa la Commissione Cultura e Pubblica Istruzione e, taluni, dicono anche quella Agricoltura), esortandoci, al contempo, a far sentire la nostra voce per dare una "spinta dal basso" alla riforma! Come se servisse ricordarcelo! Eravamo in molti quel giorno a Roma, durante il quale ci furono sciorinate le ennesime promesse da marinaio da parte dei politici di turno, ma allora eravamo più giovani e più ingenui.

Un solo dato mi consola e cioè che siamo scampati, spero, perché fuori tempo massimo, alla proposta Di riforma a firma dell' On. Massa.

Quello sarebbe stato avere poco più o poco meno di un contentino dato che di tutto sapeva tranne che di riforma. Ma, forse, non averci approvato quella, di riforma, è stato un madornale errore da parte di quella specie di "comitato anti-riforma della polizia locale" che nella mia ormai patologica apoteosi di dietrologia vedo muoversi nell'ombra. Forse ci avrebbero messi buoni per un po'. Non lo hanno voluto fare, non ci hanno concesso neppure le briciole. Stavolta, però, mentre a Palazzo Marini spiccava l'assenza di CGIL-CISL e UIL e quant'altri sindacati non di categoria, rifulgeva la presenza, per la prima volta massiccia e convinta dei rappresentanti di quelli di categoria SULPM, OSPOL, SUPM, SILPOL, SIAPOL, FIADEL/CISAL. Vorrei che questo fosse un sintomo, chiaro ed inequivocabile, a tutti coloro che remano contro, che "quelli della polizia locale", finalmente non sono più disposti a farsi menare per il naso, reclamano il loro diritto a poter svolgere la loro professione a servizio dello Stato e dei cittadini con piena dignità e nella pienezza del Diritto, senza equivoci né ghettizzazioni, con strumenti legislativi che ne garantiscano i diritti ed i doveri.

Saprà, chi ci governa, raccogliere queste istanze e superare, magari se necessario a colpi di maggioranza, i contrasti ad una più che legittima riforma della polizia locale?

Intanto il 2 giugno, Festa della Repubblica, hanno sfilato ai fori imperiali tutti coloro che dello Stato e dei cittadini garantiscono la sicurezza. C'erano l'esercito, i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Finanzieri, la Forestale coi cani e per la prima volta, la "Polizia di Prossimità" ( i cosiddetti Poliziotti e Carabinieri di Quartiere), la Croce Rossa e perfino la Protezione Civile, ma i vigili urbani non c'erano! Anzi, no... c'erano! Facevano viabilità.  

                                                                                                                   Alessandro Moscini