Le pagine del provvedimento del Tribunale di Ancona:
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Martedì 16 Settembre 2003
IL CASO-PETTINARI
Dalle pistole alle pratiche commerciali

Il caso Pettinari scoppia l'8 aprile 2003 ed è la sintesi di un dialogo tra il comandante e l'amministrazione comunale che si è fatto teso ormai da qualche mese. Quel martedì alle 14 al maggiore che è rappresentante sindacale provinciale e nazionale del Sulpm viene recapitato un decreto firmato dal sindaco Tersilio Marotta che dispone il trasferimento con eguale qualifica amministrativa del dipendente all'ufficio Commercio, settore Servizi Utenza. Il documento circostanzia fatti verificatisi tra il 18 marzo e il 4 aprile 2003 che avrebbero portato a una 'incompatibilità ambientale' che avrebbe incrinato il rapporto fiduciario col sindaco. Oltre ai rilievi sul tenore della corrispondenza intrecciata tra Pettinari e l'amministrazione comunale, nel decreto viene ravvisato l'emergere di una “situazione conflittuale” sul progetto per la sicurezza urbana portato avanti dal Comune con l'associazione Minivigili, sponsorizzato dal comandante ma poi mandato alla deriva. Pettinari, in una nota a firma del Sulpm per questo motivo aveva chiesto le dimissioni dell'assessore Gerilli. Pettinari promuove ricorso avanti al tribunale del lavoro di Ancona chiedendo in via cautelativa un provvedimento d'urgenza; il Sulpm lo tutela con una seconda impugnativa. Entrambe le cause vengono assorbite in un unico procedimento. Ma a fine giugno il giudice monocratico boccia tutte le richieste. Pettinari si 'appella' con un reclamo al collegio giudicante e vince il 2° round. Con l'ordinanza, depositata mercoledì, i giudici impongono al Comune di Castelfidardo l'immediato reintegro del dipendente in attesa della discussione del merito.

S'è presentato nel suo ufficio di responsabile dei vigili urbani con l'ordinanza del tribunale L'assessore Gerilli l'ha stoppato e lui ha chiamato gli agenti

Pettinari respinto, poliziotti in Comune
Castelfidardo, torna il comandante ma la giunta prende tempo

CASTELFIDARDO - Si è presentato alle 8.30 di ieri al comando di polizia municipale, pronto ad indossare di nuovo la divisa appesa nel suo ufficio di comandante. In pugno, Paolo Pettinari, aveva l'ordinanza con la quale il collegio dei giudici lo reintegra al suo posto di comandante dei vigili. Un documento esecutivo che però non è bastato a far tornare sui suoi passi il sindaco Marotta che, con un decreto firmato ieri mattina, ha impedito a Pettinari, che aveva anche chiamato la polizia, di riprendere possesso del suo ufficio, prendendo qualche giorno di tempo per valutare la situazione e decidere le mosse da fare. Così poco prima delle 14 il comandante è uscito dal Municipio con in mano il decreto del sindaco, steso e sottoscritto davanti a due agenti di polizia. Per il momento la situazione rimane dunque in standby.

Proprio ieri infatti in Comune è stata recapitata l'ordinanza del collegio di giudici che ha accolto il reclamo presentato da Pettinari contro la precedente decisione del tribunale. In prima istanza infatti il giudice del lavoro aveva rigettato la richiesta del provvedimento d'urgenza con cui il comandante chiedeva di essere reintegrato nel suo posto di lavoro in attesa della decisione sul merito della questione. Poi la pronuncia favorevole e ieri il comandante era pronto a tornare al lavoro.

Poco dopo il suo ingresso nel comando di polizia municipale è stato però raggiunto dall'assessore Virgilio Gerilli e dal segretario comunale Enrico Bussotti. Quest'ultimo ha spiegato al comandante che poteva anche entrare nel suo ufficio ma che comunque l'amministrazione comunale non intendeva autorizzarlo a riprendere le sue funzioni di comandante. A quel punto Pettinari ha chiesto che il rifiuto venisse messo a verbale. Davanti al rifiuto del segretario e dell'assessore il comandante ha chiamato la polizia affinchè gli agenti verbalizzassero la situazione.

L'assessore Gerilli, il segretario e l'avvocato che difende il Comune, Alessandro Lucchetti si sono dunque riuniti per decidere il da farsi mentre Pettinari e i poliziotti aspettavano il responso. Alla fine, davanti alla polizia, l'amministrazione comunale ha steso il documento dove si legge che "in virtù della particolare situazione che si è venuta a creare le misure organizzative per reintegrare il comandate al suo posto sono particolarmente complesse...l'amministrazione dunque si riserva di adottare provvedimenti nei confronti dell'ordinanza".

La giunta dunque ha preso tempo per organizzarsi e valutare eventuali azioni. Nel bailamme brillava per assenza il sindaco Marotta che non ha incontrato Pettinari ma la cui firma è però apparsa sul decreto. "L'ordinanza del collegio che reintegra Pettinari al suo posto ha molti risvolti, sia dal punto di vista dei servizi comunali che della vigilanza - ha spiegato il segretario Bussotti -. Il sindaco ha dunque ritenuto opportuno proporre un lasso di tempo, strettamente necessario, per valutare il da farsi con la giunta".

Sindaco e assessori si sono riuniti già ieri sera ma il segretario ha chiarito che saranno necessari circa dieci giorni e tre giunte per decidere la linea da adottare nei confronti della decisione dei giudici. Un provvedimento che però non lascia molto spazio alla discrezionalità dell'amministrazione comunale.

Il comandante potrebbe infatti chiedere l'intervento di un commissario ad acta che provveda a reintegrarlo qualora il Comune non ottemperi alla decisione dei giudici. Per farlo ha a disposizione quindici giorni.
CATERINA CANTORI