
Contro Il Mobbing - la costante attività del S.U.L.P.M.
dobbiamo registrare un concreto passo in avanti per quanto attiene il solo avvio sulla risoluzione della questione mobbing, concretamente rivendicata dal S.U.L.P.M., laddove ne avevamo fatto momento caratterizzante della piattaforma presentata all’ARAN nel 2002, presentata sul Sito SULPM per l’assenso dei Colleghi che l’hanno riscontrata e condivisa in migliaia.
Siamo, di fatto, da anni impegnati sul fronte della contrapposizione al nuovo e falcidiante male che attacca i Lavoratori, sino a portarli in stati d’emarginazione lavorativa e sociale, cioè a depressioni psicofisiche che in alcuni casi hanno determinato anche il suicidio di chi è rimasto vittima del nefando circuito “neo individualista”, o per meglio dire la peggiore e più strisciante forma d’egoismo che l’Umanità abbia mai registrato.
Al di là del facile trionfalismo, vogliamo oggi sottolineare quanto sia stata corretta l’analisi ed il conseguente lavoro svolto dal S.U.L.P.M. in tema di mobbing, oggi riconosciuto dall’ARAN, tant’è che vi ha dedicato una corposa parte di una risicata proposta per il rinnovo contrattuale.
I fatti dicono che siamo il primo ed unico Sindacato di Categoria che, non solo ha strutturato un minimo di sostegno per coloro che il mobbing lo subiscono, organizzato appositi convegni (da cui la sensibilizzazione d’amministratori e degli stessi Operatori del Settore – da noi calati nella cruda realtà operativa della P.M. e P.L.), ma ha anche e soprattutto ottenuto che in diversi comuni si aprissero, in tempi d’oscurazione del problema, appositi sportelli mobbing, ove il Lavoratore coinvolto può rivolgersi senza preoccupazioni d'appartenenza.
Tutto ciò il SULPM l'ha fatto ed ottenuto con non pochi sforzi e serrate vertenze, cioè in largo anticipo con quanto oggi dettato nella bozza di Contratto che, per quanto, viene a riflettere larghissima parte delle rivendicazioni da noi avanzate.
Il ritardo accumulatosi sulla risoluzione della questione mobbing è in parte dovuto a quella cecità politico sindacale che esprime un netto rigetto a riconoscere l’attacco di tale morbo, in quanto alcuni, stupidamente, ritengono che il Sindacato da solo avrebbe dovuto affrontare ed abbattere una malattia sociale che compromette condizioni psichiche (in larga parte provenienti dai sistemi consumistici), ossia disturbi che albergano nella mente di chi il mobbing lo pratica e lo subisce, laddove questi ultimi non sempre si rendono individuabili.
Il SULPM, dal grado delle sue possibilità organizzative ed economiche ritiene di aver concretato tutto quanto andava fatto, reputando, però, che ogni ulteriore sforzo vada prodotto non più isolatamente, ma anche a mezzo di un più ampio coinvolgimento di tutte le parti sociali.
Ciò, infatti, risulta, infatti, essenziale affinché il fenomeno venga inquadrato quale malattia sociale, ossia non solo quale fenomenologia connessa al circuito legato al mondo del lavoro.
Ad ogni buon conto ci siamo organizzati per affrontare fattivamente le condizioni derivanti dal mobbing, ossia abbiamo, inoltre, attivato, nell’ambito dell’assicurazione fornita con l’iscrizione al SULPM, un’apposita clausola che destina l’occorrente tutela legale ai Lavoratori che ritengono di essere mobbizzati.
A quanto s’aggiungerà l’apertura di un apposito sportello nazionale del mobbing che il SULPM gestirà, parallelamente alle istituzioni, nell’ambito delle strutture e delle politiche attivate dalla Segreteria Generale, la quale ha in mente di attivare un apposito Dipartimento che costituisca anche un permanente Osservatorio della malattia in questione, in pratica un concreto sostegno ai Colleghi coinvolti, nonché utile supporto per le politiche contrattuali d’ogni livello.
Ad ogni buon conto, chiunque ritenga di essere coinvolto in processi di mobbizzazione può rivolgersi alle nostre Strutture regionali che fungeranno da collegamento affinché chi scrive possa attivare ogni utile forma di tutela.
Il Segretario Generale Aggiunto
Franco Fadini