
Segreteria
Generale Dec/ta Napoli
Corso
Umberto I n° 381
Telefax
081 265651 – 269884
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Al Direttore di Rete 4 dr Emilio Fede
e.p.c. A
tutti gli Organi d’Informazione
Oggetto: richiesta giusta informazione.
Egregio Direttore, nella qualità di dirigente del S.U.L.P.M., sindacato maggiormente rappresentativo dei Lavoratori della polizia municipale e provinciale, con l’auspicio del diritto di replica chiarisco:
Quando su Rete 4 sono iniziati ad andare in onda servizi che riflettevano l’operato dei “vigili urbani” (è appena il caso di ricordarLe che una legge della Repubblica – n°65 - sin dal 1986 li qualifica quali poliziotti municipali e locali), abbiamo pensato che in qualche affermazione del Presidente del Consiglio, per il Quale non ha mai nascosto la condivisione delle idee, Ella avesse riscontrato una resipiscènza, ossia un riconoscimento tardivo dei mancati impegni che il Cavaliere aveva pur preso con gli italiani e tra questi anche con i 60.000 Lavoratori delle polizie municipali e provinciali, leggasi riordinamento giuridico per la migliore organizzazione e strutturazione del “vigile di quartiere”.
Atteso che nei vari servizi è emerso sempre più l’attaccamento al dovere di Questi lavoratori, ossia la giusta impostazione a far rispettare le leggi, quindi all’affermazione della legalità, abbiamo ritenuto che, una volta tanto, si rendesse giustizia a chi, nell’ombra, opera affinché la presenza dello Stato (del Quale i poliziotti municipali e locali sono, comunque, espressione) fosse avvertita come condizione utile per il raggiungimento della civile convivenza e non già come oppressione alle libertà degli italiani.
Purtroppo, abbiamo riscontrato che l’obiettivo dei servizi non puntava all’affermazione di queste essenziali condizioni, quanto piuttosto ad emarginare l’operato dei “vigili”, artatamente risultati capotici ed abusanti del “potere”, laddove sono intransigenti a far osservare le norme volute dal Popolo italiano.
Egregio Direttore, evidentemente Ella non sa che Questi Lavoratori sono stati gli unici in Italia a pagare in prima persona, laddove in presenza di carenze strutturali ed infrastrutturali (parcheggi – trasporti – ecc.), avevano ritenuto di applicare la norma con elasticità ed intelligenza, vedendosi, di contro raggiunti, da avvisi di garanzia (con conseguenti condanne) per aver “rifiutato” di svolgere il proprio dovere (il SULPM può fornirLe interi dossier a riguardo).
Tantissimi Colleghi, e anche chi Le scrive, infatti, allorquando hanno evidenziato ai magistrati queste carenze, si sono sentiti rispondere: “Voi non siete politici, a voi spetta applicare la legge e non interpretarla”; ragion per cui moltissime famiglie dei “vigili”, come qualcuno si ostina ancora a chiamarli, oggi si ritrovano senza il sostegno dello stipendio. Abbiamo, quindi già dato per la giusta corresponsione dei servizi alla Collettività, oggi l’informazione dovrebbe rivolgersi a chi, pur avendo fondamentali responsabilità, continua a nascondersi dietro i Lavoratori rappresentati dal S.U.L.PM.
Ci vorrebbe un intero libro per spiegare a Lei ed agli italiani, pur vedenti, che il “vigile” non da solo la multa, ma non poche volte, sempre al buio della cronaca, ci rimette la vita perché va a reprimere gli interessi della mafia, camorra ecc. per mezzo di sequestri nel campo del contrabbando in genere, dell’edilizia, del gioco d’azzardo, delle discariche abusive e chi più ne ha ne metta.
Tutto ciò a Lei come ai tanti non interessa, anzi, qualora si tratta di fare ascolto, non pochi responsabili dell’Informazione sono, di converso, pronti a mandare in onda servizi nei quali si notano marciapiedi ingombri da auto e motoveicoli, inosservanza delle norme comportamentali ecc., per poi chiosare: “E i vigili dove sono”.
Egregio Direttore, ai più stolti risulta che si sta giocando al massacro sulla pelle dei 60.000 poliziotti municipali e provinciali che, come i carabinieri nel 1948, oggi, dopo la modifica del Titolo V della Costituzione, si ritrovano “fuorilegge” poiché a Berlusconi come a Fini, a Fassino come a Rutelli, non conviene definire chi debba costituire la “nuova” polizia locale derivante da detta Riforma.
Per quanto ci compete, ci è d’obbligo rappresentarLe (come peraltro abbiamo già fatto con Governo e Parlamento) che siamo oltremodo stufi di fungere da capro espiatorio per carenze politiche ed amministrative, cosi come siamo esasperati dall’essere mandati al macello da uno Stato che rinnega le Sue stesse Istituzioni, laddove non riesce a riconoscere nelle polizie municipali e provinciali la nuova polizia derivante dalla Riforma costituzionale, sebbene esse siano le uniche e storiche componenti della polizia locale di questo Paese.
Nella certezza di averLe reso chiaro il quadro della situazione in cui vengono a configurarsi i servizi di Rete 4, ossia che un reiterarsi di quelle stigmatizzanti trasposizioni varrebbe a pregiudicare la stessa Riforma del modello di sicurezza italiano nonché i livelli occupazionali delle polizie municipali e provinciali, Le porgo distinti saluti rimanendo a Sua disposizione per un eventuale e giusto confronto da tenersi, magari, nell’ambito di qualche spazio televisivo delle trasmissioni da Ella dirette.
Per la Segreteria Generale
Il seg. gen. Aggiunto Antonio Micillo
DEDICATO AD EMILIO FEDE DIRETTORE DEL TELEGIORNALE TG4
Gli operatori della polizia municipale e locale italiana sono arcistufi di essere il capro espiatorio di governi locali e nazionali che non si curano minimamente delle problematiche esistenti riversando le loro responsabilità sui questi lavoratori.
Da tempo agenti, sottufficiali ed ufficiali dei vari corpi sono impegnati a costruire un modello nuovo di polizia locale, vicina alle aspettative della gente, vicina ai bisogni dei più deboli,
questo è quello che vogliono i 60.000 poliziotti municipali italiani !!!!
La realtà quotidiana e le scelte politiche invece pongono questi uomini sulle strade a svolgere un lavoro estremamente duro ed usurante, un lavoro certamente necessario e altrettanto ingrato, che fatalmente li pone come controparte rispetto ai cittadini.
I lavoratori della polizia municipale rigettano lo stereotipo del Vigile intento solo ed esclusivamente ad elevare multe per divieto di sosta, compito marginale ( tra l’altro ampiamente sostituito dagli ausiliari del traffico) rispetto al quotidiano lavoro fatto di mille altri compiti istituzionali, da cui derivano migliaia di operazioni di polizia, quelle che i cittadini si aspettano dalla polizia municipale, volutamente ignorate o addirittura attribuite ad altri corpi dello stato, che godono di simpatia e potenza (guai a toccarli quelli ).
Noi non ci sentiamo di criticare l’operato del direttore Emilio Fede, ma vogliamo suggerirgli invece di prendere le sue telecamere, e venire a lavorare qualche giorno con noi vedrà, come si sentirà dopo dalla parte di questi lavoratori, vedrà come spesso è necessario doversi, proprio malgrado imporsi, vedrà come puntualmente ad uno sconto di pena seguirà una assurda pretesa.
Probabilmente, caro direttore queste Sue dichiarazioni la renderanno più simpatico agli italiani, ma sicuramente non avrà reso loro un buon servizio.
Da quando è in vigore la cosiddetta patente a punti molti sono gli scalmanati o addirittura i criminali che si sentono autorizzati ad inveire (giustamente) contro di noi, Lei non immagina quanti agenti, sono aggrediti giornalmente, con conseguenze spesso gravi e con seri problemi di ordine pubblico.
Ma che importa dei nostri feriti, dei nostri morti sconosciuti alle cronache queste cose non fanno notizia.
Certi come siamo della Sua buona FEDE, Le chiediamo però di ascoltare anche le nostre voci, le nostre ragioni, di ascoltare soprattutto i nostri inascoltati progetti di una nuova polizia locale, promessa da tutti e mai varata da nessuno, nemmeno da quel tal Silvio che si vanta puntualmente di aver costruito il Poliziotto Carabiniere Vigile di quartiere.
Affinché la democrazia non sia solo esercizio dialettico La invitiamo a leggere questo comunicato
Per la segreteria generale
Michele Lupo