
Ai sig.ri Direttori dei
Egregi Direttori, nella qualità di dirigente del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale, con riferimento ai servizi mandati in onda, nel corso dei T.G, nella giornata di giovedì 2.10.2003, e più segnatamente di quelli che inerivano rilevante operazione di polizia giudiziaria condotta da ufficiali ed agenti della polizia municipale di Milano, ambito repressione contrabbando merci provenienti da Stati esteri, premesso che:
1. Sebbene l’operazione fosse stata condotta e portata ad utile termine da Operatori della polizia municipale, peraltro intervistati con distintivi d’evidente appartenenza a detta forza di polizia, il tutto, nei titoli di presentazione, era attribuito alla Guardia di Finanza;
2. L’elemento di scoramento, peraltro comunicatoci da migliaia di Colleghi, nasce dal fatto che “l’incidente” mediatico non costituisce condizione episodica poiché si ha modo di riscontrarla in più occasioni, laddove in molti filmati che riprendono poliziotti municipali impegnati per il controllo del territorio, quindi per la sicurezza della Collettività, è continuamente sottolineato l’impegno della Polizia di Stato dei CC e G.di F, mentre (in contraddizione con le stesse immagini) viene omesso di valorizzare anche l’operato di detti Lavoratori della sicurezza, cioè degli appartenenti alla polizia municipale;
3. il presente comunicato non tende tanto ad ottenere, pusillanimemente, quei riconoscimenti che pur sarebbe giusto tributare a chi, come gli altri Lavoratori della sicurezza, comunque quotidianamente rischia e non poche volte, nell’ombra, ci rimette anche la vita, quanto, piuttosto, a chiedere, visto l’ostracismo praticato dal Governo e da molti esponenti politici interessati a scardinare il sistema sicurezza pubblico per soppiantarlo con quello privato, se anche nel mondo dell’informazione vi è interesse ad emarginare i Lavoratori della polizia municipale e provinciale;
4. il tutto, di fatto, viene, disgraziatamente, a reiterarsi nel bel mezzo di una guerra istituzionale (conseguente alla modifica del Titolo V della Costituzione), ossia in corrispondenza del fatto che chi governa questo Paese non vuole (poiché ha interessi di natura lobbistica) decidere sull’assetto della “nuova polizia locale”, promanabile della Riforma federalista, lasciando incertezza sul futuro della polizia municipale e provinciale, cioè seria preoccupazione, sia per il modello di sicurezza locale e nazionale, sia per i livelli occupazionali, dei 60.000 Operatori che le compongono;
Si auspica di ottenere un contro bilanciamento informativo volto a rendere al Popolo italiano quella corretta trasposizione dei fatti che, realisticamente, rendono i Lavoratori delle polizie municipali e provinciali seri protagonisti della sicurezza collettiva
Certo dell’accoglimento della presente richiesta, si resta a disposizione per ogni ulteriore informazione ed intervento utile alla costruzione di una nuova cultura della sicurezza che al meglio sappia impiantare i semi della corresponsabilità di tutti i Soggetti coinvolti a corrisponderla.
Napoli 02 ottobre 2003
Segretario
generale aggiunto
Antonio Micillo