OSPOL – SIAPOL – SILPoL – SULPM – SUPM
Il Movimento Autonomo delle OO.SS. di Categoria che successivamente al Convegno svolto a Palazzo Marini il 30 maggio scorso, ha chiamato le istituzioni politiche, le associazioni professionali e le organizzazioni sindacali ad un costruttivo confronto per la riforma, è stato “convocato” dall’Anvu a partecipare ad un progetto propositivo denominato “Stati Generali” che si svolgerà a Roma il 27 novembre p.v.
Va innanzi tutto considerato che il contesto, l’organizzazione e la metodologia del convegno proposto, tendono a nostro giudizio a snaturare le legittime aspettative della categoria, ed il ruolo istituzionale dei sindacati che, peraltro, in ambito parlamentare, hanno già trovato ampio sostegno alle loro rivendicazioni, grazie ad una serie di proposte di legge che accolgono alcune annose questioni.
Gli “stati generali”, ovvero un informale tavolo negoziale, potevano rappresentare l’inizio e non la fine di un percorso teso a rigenerare rapporti che da sempre ci vedono contrapposti a determinati soggetti confederali ed associativi che, peraltro recentemente, hanno inteso condividere la proposta di Riforma della P.M. P.L. avanzata da ANCI UPI UNCEM, la quale, come tutti sappiamo, mira ad un sostanziale affossamento della dignità professionale dei 60.000 Componenti delle polizie locali, immettendo nel nostro circuito istituti privati di vigilanza, “volontari” ecc., con conseguente abbattimento della sicurezza socialmente resa, quindi della democrazia e dei livelli occupazionali.
Tuttavia neanche il glissare “programmatico” su questi essenziali respingenti ci aveva fatto recedere dalla volontà di confronto; tant’è che eravamo e siamo, comunque, pronti a partecipare ad un’azione unitaria, ma, in ogni modo, tesa all’affermazione dei principi costituzionali che miri comunque a riconoscere quello che già siamo, ovvero poliziotti locali, ma sempre e comunque polizia.
Va detto, però, che al cospetto della susseguente “semplice notifica” del programma degli “stati generali” fattoci pervenire dall’ANVU, siamo rimasti oltremodo preoccupati, laddove ci si rendeva “protagonisti” di scelte organizzative e “politiche” nell’ambito di detto Convegno, mai comunicateci e tanto meno condivise, comunque lontane dal nostro modo d’intendere e condurre la rappresentanza delle istanze sociali e dei Lavoratori a noi associati.
Il percorso legittimo e democratico che il Movimento per la riforma si è dato, nasce invece dalla volontà degli operatori della Polizia Locale di darsi uno “status” ed un’organizzazione che da sempre qualche potere forte, si ostina a negare e che negli Stati Generali così concepiti, rischierebbe di naufragare.
Infatti, la nostra azione sindacale a sostegno del varo di una seria legge Quadro, per la P.M. e P.L. (peraltro condotta isolatamente e prevenendo anche la Riforma federalista), si è caratterizzata, nei decenni, per l’equidistanza e indipendenza da chiunque rappresentasse il “Sovrano o la Nobiltà” di turno, e che sostanzialmente abbiamo ribadito in quattro punti :
E’ ovvio pertanto che il confronto per noi non può semplicemente risolversi nelle tre ore che gli estensori del programma degli Stati Generali hanno previsto per la formulazione di un documento unitario fra tutti i vari Soggetti ed i rappresentanti dei Lavoratori da rappresentare poi al “Sovrano” (ovvero al Governo).
Noi crediamo che tale azione rischi di confondere obiettivi e metodi, quindi annullare anni di lotte, peraltro sostenute anche dall’ANVU/USPPLI, perché ci presenteremo alla controparte come Soggetti che non hanno idee e metodi precisi, quindi auto votatisi, magari in buona fede, ad essere emarginati nel loro ruolo di negoziazione e di rappresentanza.
Noi vogliamo credere che “la semplice notifica del programma” non sia atto “politico” voluto, poiché varrebbe a significare che per diversi obiettivi continuerà ad esserci rappresentanza differenziata, laddove a noi non è dato di sminuire il mandato ricevuto da migliaia di Colleghi che pur credendo nell’unità d’intenti, non rinunciano a specifiche rivendicazioni di dignità e libertà, comunque scaturenti dalla prossimità con le Comunità locali che chiedono, appellandosi, sicurezza e vivibilità.
Pertanto il Movimento Unitario per la Riforma nel supremo interesse dei lavoratori rappresentati e dei valori che intende rappresentare, rimane aperto, anche successivamente agli esiti degli “Stati Generali” medesimi, ad un costruttivo confronto con tutte quelle forze ed Organizzazioni di rappresentanza sociale e professionale, che si vogliono battere per i sacrosanti riconoscimenti delle Polizie Locali d’Italia, affinché si possa ancor una volta rappresentare al Parlamento della Repubblica vero garante delle democrazia delegata (e quindi se permettete a nessun “Sovrano” di passaggio), le istanze di una Categoria che vuole rafforzare seriamente il sistema di sicurezza nel rispetto delle comunità locali e dell’interesse nazionale.
Roma, 07 novembre 2003
OSPOL Bruno GALANTE
SIAPOL Ernesto CASSINELLI
SILPoL Rosario PALAZZOLO
SULPM Claudio MASCELLA
SUPM Roberto PULITI