La richiesta, caldeggiata dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri On.
Fini

La risposta del Ministro della Difesa On.le Prof. Antonio Martino al
Presidente dell'ANCI
Nella dimostrazione dell'attività creata
attorno a questo problema - dopo l'interpellanza parlamentare e degli
atti successivi - l'on. Maurizio Saia porta come risoluzione dell'enorme
errore commesso dall'On.le Martini l'intervento della Commissione Affari
Costituzionali in Parlamento, sede deputata alla giusta risposta al Ministro
della Difesa e ai militari

IL MINISTRO DELLA DIFESA HA DETTO NO!
L’assurda decisione del Ministro della difesa Antonio Martino di negare alla polizia locale la partecipazione alla sfilata del 2 giugno è un atto irresponsabile che giunge in un momento estremamente delicato. Secondo il Ministro la festa della Repubblica è una ricorrenza che enfatizza le istituzioni che rappresentano lo stato e l’unità nazionale, nella quale sono di difficile inserimento le rappresentanze di organi e simboli che individuano funzioni ed istituzioni locali. Evidentemente dobbiamo supporre che la responsabilità e la consapevolezza del ruolo istituzionale dei lavoratori della polizia locale a nulla sono serviti visto l’atteggiamento del Ministro che, ovviamente, trasferiamo all’intero Governo; il quale dimostra, ancora una volta, di essere inaffidabile e schizofrenico.
Per nulla intimidito il sindacato trasformerà la giornata del prossimo 2 giugno in una giornata di lotta, dimostrando al Ministro ed ai sui suggeritori quanto gli uomini e le donne della polizia locale siano invece convinti che l’unità nazionale si raggiunge esattamente dicendo ed attuando l’esatto contrario delle teorie enunciate dal Ministro della Difesa. In quella occasione sarà regalata al Ministro una copia della Costituzione, affinché lo stesso possa leggerla con più attenzione, evitando in futuro di fare risibili affermazioni che, oltretutto, danneggiano tutti coloro, uomini e donne della maggioranza e dell’ opposizione che nel decentramento vogliono l’unità della Nazione. Una promessa Signor Ministro Noi quel giorno ci saremo a Voi decidere come.
La Segreteria Generale
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Segreteria
Generale Roma Via Emanuele Filiberto 138
[email protected] |
Al Signor Presidente della Repubblica
Dr Carlo Azeglio Ciampi.
Signor Presidente, Le scriviamo nella qualità di componenti la Segreteria Generale del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale, e più segnatamente per l’incomprensibile atteggiamento assunto dal Ministro della Difesa O/le Martino che, come Avrà modo di riscontrare dall’allegata nota, ha incomprensibilmente inteso estraniare i 60.000 Lavoratori della polizia municipale e provinciale d’Italia dal contesto di rappresentanza dello Stato.
Ci rivolgiamo al Nostro Presidente della Repubblica poiché gli attacchi concentrici e letali, continuamente portati a danno dei Lavoratori in parola stanno trasponendo un’ingiustificata volontà d’azzeramento di una polizia storicamente vicina al Popolo italiano, senza, peraltro, far comprendere a vantaggio di chi se non d’interessi lontani dalle esigenze collettive.
Noi riteniamo, nel rispetto della Costituzione, che solo ad Ella, poiché Rappresentante dell’Unità nazionale, è dato chiarire se i 60.000 poliziotti locali operano o meno per il Popolo italiano, oppure se rappresentano la polizia dei signorotti locali cui fa specie far apparire nelle celebrazioni del 2 giugno.
E’ giusto che Ella intervenga, in nome degli italiani, per far comprendere che la difesa patria (visto il terrorismo e l'importazione di mafie varie) si concreta anche sul territorio nazionale, laddove ancora una volta lo Stato ha chiamato pure i poliziotti municipali e provinciali a dare il loro contributo ("soft targhet") per la sicurezza e serenità di chi in Italia vive e lavora.
Se tutto ciò è, e se il contributo che tali Lavoratori quotidianamente danno per la vivibilità dei territori conta, la polizia municipale e provinciale, cioè i loro componenti, hanno diritto, al pari degli obiettori di coscienza, a sfilare il due giugno, giacché in tale Manifestazione è resa visibile l’Unità e l’indivisibilità della Repubblica che qualcuno ancora tende a dividere.
Nella certezza che Ella comprenderà lo spirito della presente, il quale tende ad affermare la giusta rappresentanza delle Istituzioni repubblicane e non già la volontà di porsi in vetrina, Le rappresentiamo il sincero appello dei poliziotti locali d’Italia che dal Loro Presidente della Repubblica auspicano solamente giustizia.
Roma 22.04.2004.
gli Aggiunti Mario Assirelli - Franco Fadini - Michele Lupo - Antonio Micillo