Chiariamoci le idee, cosa passa tra la Riforma della 65/86 e la Riforma Federale e cosa bisogna fare per non cadere in trabocchetti.

Abbiamo annunciato la calenderizzazione alla Camera della discussione sulla Riforma della polizia locale (entro il mese di giugno) perché direttamente collegati con il parlamentare che  in questi mesi ci ha dato appoggio sulla questione; non vi abbiamo, invece, messo troppa enfasi poiché memori delle tante negative esperienze anche preelettorali, cioè delle decennali manovre tese ad eludere la Riforma in parola e carpire la buona fede di tanti Colleghi.

E’, però, giusto fare un’attenta riflessione, tentando, ad ogni costo, di stare con i piedi per terra; ciò s’impone per la responsabilità di una credibile e corretta rappresentanza dei poliziotti locali che non possono e non devono essere raggirati dalla politica e men che meno da inconsulti proclami girati in questi giorni che vorrebbero il sindacato di categoria coartefice della Riforma “federale” recentemente approvata al Senato. 

Come avremo modo di evidenziare non ci sta riuscendo la Lega, figurarsi, poi, un neutrone di un atomo, navigante, peraltro, in un universo categoriale; ci scusiamo per l’improprio accostamento, ma ci occorreva per non sforare nell’ineducazione e dare riguardo a chi, tante volte, lo nega e continuare a lavorare per l’Unità della Categoria.

E’ purtroppo vero, però, che le due Riforme sono strettamente collegate, chiaramente per la parte che interessa il ruolo e l’avvenire della nuova polizia locale che noi intendiamo sia quella municipale e provinciale, mentre qualcun altro ha dimostrato di avere idee “diverse”, ed è quindi necessario capire, essenzialmente, ciò che accade di modo da attrezzare ogni possibile azione sindacale per ottenere rispetto e chiarezza sia per la Collettività, sia nei confronti dei 60.000 Componenti la P.L.

A nostro avviso ci ritroviamo alla presenza di una bufala politica di carattere, purtroppo, costituzionale e proviamo a spiegare perché:

·        Il vigente art. 117 della Costituzione (parliamo esclusivamente di ciò che concerne la polizia locale), dopo aver elencato le competenze legislative dello Stato e le materie   concorrenti, cita “Spetta alle regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato”:

·        La desunzione del fatto che ad oggi le Regioni hanno competenza esclusiva in materia di legislazione di polizia locale amministrativa, la si ricava, quindi, dalla lettura del punto H 2° comma stesso art.117 giacché (sempre ambito competenze legislativa dello Stato) recita - omissis “ dello Stato ordine e sicurezza (differente da quella  prevista al punto D – sicurezza dello Stato – vedi servizi ecc.) ad esclusione della polizia amministrava locale”;

·        L’art.117 recentemente rimodulato, in pratica, non ha prodotto nessun cambiamento sulle competenze dello Stato (ossia il punto H è rimasto invariato), mentre il legislatore si è limitato, rispetto al testo vigente, ad elencare le competenze legislative esclusive delle Regioni citando, tra l’altro al punto D) delle competenze regionali, “ polizia locale”; il che dovrebbe consistere la grande innovazione.

Ora, fermo restante che anche nell’ambito della concorrenzialità legislativa nulla è mutato rispetto alle competenze dello Stato in materia d’ordine e sicurezza, non ci vuole un gran costituzionalista per comprendere l’archetipo dei rimandi ordinamentali gattopardiani che tutto dicono ma nulla cambiano.

Peraltro, che quanto sia vero è dimostrato anche dall’ulteriore “pleonastica” riaffermazione che il legislatore ha voluto riapporre all’art. 118 comma 2°:” La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere B) e H) del comma 2° art.117”; significando che con tale riaffermazione, oltre a sottolineare  che la sicurezza è una condizione riservata allo Stato, si è voluto, addirittura, precludere anche il coordinamento tra Regioni in materia di sicurezza, giacché al penultimo comma dell’art.117 è previsto che “le Regioni possono svolgere funzioni tra Loro anche a mezzo della creazione di appositi organi comuni”.

Dobbiamo ritenere che l’enfasi politica sia più da attribuirsi ad un diverso riparto delle competenze tributarie che ad un vero e proprio cambio di rotta sull’organizzazione e corresponsione della sicurezza al Popolo italiano.

La lettura a favore di un più idoneo utilizzo delle polizie municipali e provinciali può, quindi, andare bene a chi politicamente o partiticamente dovrà, a chiacchiere, dimostrare di aver ottenuto il passaggio di competenza legislativa esclusiva alle Regioni anche in materia di sicurezza locale, ma di certo non può servire a chi, ed è anche il caso del sindacalismo di categoria, deve essere onesto e diretto nei confronti dei 60.000 Colleghi cui non possono vendersi più chiacchiere poiché disillusi e smaliziati a tal punto da riconoscere i venditori di fumo della politica a mille leghe di distanza.

Partendo da questi “variegati” presupposti, come detto entro il mese di giugno 2004, il Parlamento dovrebbe discutere la Riforma della 65/86.

Che ci siano in giro le elezioni per il Parlamento europeo e buona fetta delle amministrative a noi del S.U.L.P.M. è chiaro, come è chiaro che è la Terra a girare intorno al Sole, se poi a qualche politico è sfuggito che anche i poliziotti locali hanno imparato, a proprie spese, la lezione, bè che si rifacciano i conti perché, stavolta, sapremo, preliminarmente e propedeuticamente, pensare per agire e poi deliberare.

Il quadro politico e quello delle lobbie nostrane c’è cosi tanto chiaro che abbiamo proposto una Direttiva europea, la quale ci auguriamo funga da stimolo “intellettivo” per i tanti parlamentari onesti che pur sanno di non essere del tutto “svincolati” allorquando si tratta di affrontare la Riforma della polizia municipale e provinciale.

Certo non è dato a nessuno di mettere fretta ai parlamentari su una materia di vitale importanza, di converso, però, non è dato ai parlamentari di prendere in giro chi si aspetta una sicurezza locale all’altezza del terzo millennio.

Il S.U.L.P.M., che deve rappresentare lo scetticismo dei tanti Colleghi, ma anche le aspettative di Quelli che ritengono sia giunta ormai l’ora di chiarire ogni cosa, è oltremodo preparato a dare battaglia a tutti gli elementi che operano contro la dignità della sicurezza locale, quindi contro i 60.000 poliziotti della P.L., talché se Riforma della 65/86 ha da essere che sia rispettosa dei valori costituzionali e dei Lavoratori giacché Essi costituiscono il Pilastro fondamentale della Repubblica.

Il nostro progetto di Riforma è ormai arcinoto, quindi non abbiamo né più tempo tanto meno volontà per continuare a menar il can per l’aia, ragion per cui attueremo ogni democratica iniziativa sindacale affinché, come il Parlamento italiano ha deciso, entro il mese di giugno sia discussa la Riforma della 65/86, quindi ci si dica se dovremmo divenire puri e semplici impiegati comunali e provinciali, oppure dobbiamo costituire la nuova polizia locale chiarendo, altresì, se essa c’entra o meno con la sicurezza della Collettività, la qual cosa, noi crediamo, debba essere perché da secoli lo vuole il Popolo italiano che, più dei poliziotti locali, ha diritto a non essere Preso per i fondelli da nessuno!

Al di là delle schermaglie di piccolo cabotaggio sia politiche sia sindacali il S.U.L.P.M., su questa essenziale e legittima vertenza, sin da ora chiama all’Unità tutti i Soggetti sani della Società civile, ribadendo che la nostra Organizzazione è pronta a qualsiasi confronto purché tenda ad agevolare la necessaria e non corporativa evoluzione della sicurezza italiana ed europea ed il parallelo rispetto della dignità dei poliziotti locali a qualunque latitudine e longitudine Essi svolgono la propria opera a difesa dei valori democratici.

  p. la Segreteria Generale
il Segretario generale aggiunto
          Antonio Micillo


CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto della I Commissione permanente
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni)

Venerdì 2 aprile 2004

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
Venerdì 2 aprile 2004. - Presidenza del presidente Donato BRUNO.
La seduta comincia alle 10.15.
Sulla programmazione dei lavori della Commissione.
Donato BRUNO, presidente, comunica che, a seguito della riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, del 1o aprile 2004, è stato predisposto, ai sensi degli articoli 23, comma 6, primo periodo, e 25 del regolamento, il seguente programma dei lavori per il periodo gennaio-marzo 2004:
PROGRAMMA DEI LAVORI PER IL PERIODO APRILE-GIUGNO 2004

Aprile 2004.

Sede referente:
Ddl Cost. 4862: Modificazioni di articoli della parte seconda della Costituzione.
Pdl 1707-D: Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi.
Pdl 1238 e abb.: Disposizioni in materia di diritto di asilo.
Ddl 3951: Disciplina dei servizi di informazione e di sicurezza e segreto di Stato.
Ddl 2531 e abb.: Disposizioni in materia di libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi.
Pdl 2725 e abb.: Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo.
Pdl Cost. 2949 e abb.: Modifica dell'articolo 9 della Costituzione.
Pdl Cost. 1464 e abb.: Modifiche alla Costituzione in materia di diritto di voto degli stranieri.
Pdl 4562 e abb.: Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91 in materia di cittadinanza.
Pdl Cost. 4786: Modifica all'articolo 48 della Costituzione in materia di cittadinanza.
Pdl 4014: Disposizioni in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei magistrati.
Pdl 4295: Modifiche al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in materia di riunioni pubbliche.
Pdl 301 e abb.: Disciplina degli istituti di vigilanza privata e delle guardie particolari giurate.

Pdl 4870: Soppressione del divieto del terzo mandato dei sindaci nei comuni con popolazione inferiore ai tremila abitanti.
Ddl S. 2791-bis: Disposizioni in materia di elezione dei membri del Parlamento europeo (subordinatamente all'effettiva trasmissione da parte del Senato).
Pdl 411 e abb.: Istituzione del difensore civico nelle carceri.
Pdl 3372 e abb.: Istituzione del comparto autonomo per le forze di polizia e le forze armate (congiuntamente con la IV Commissione).
Pdl 3425 e abb.: Armonizzazione del trattamento giuridico ed economico del personale delle forze armate e delle forze di polizia (congiuntamente con la IV Commissione).

Maggio 2004.

Sede referente:
Seguito esame argomenti iscritti in programma per il mese di aprile e non conclusi.
Pdl 4560 e abb.: Ordinamento della polizia locale.
Pdl 2271: Modifica all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche.
Pdl 3400: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla violenza politica negli anni 1944-1948.
Pdl 4348: Disposizioni per l'inserimento nella carriera prefettizia di talune categorie di personale civile dell'interno.
Pdl cost. 4425: Modifiche allo Statuto speciale delle regioni Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta in materia di diritto di voto.

Pdl 4560 e abb.: Ordinamento della polizia locale.