RISPOSTA DEL SENATORE BOBBIO -AN.

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COMUNICATO STAMPA DICHIARAZIONI COMPONENTE ANTIMAFIA

 La “profonda analisi” svolta dal Senatore Bobbio, componente la Commissione Antimafia, sulle cause che consentono alla camorra di mietere morti per le strade cittadine e imperversare sulla nostra Città, se non fosse sconcertante per le ricadute politiche e istituzionali, andrebbe posta tra le dichiarazioni dell’uomo di strada cui le vicissitudini umane hanno ridotto al minimo le diottrie sociali, ove l’assunto più crudo riconduce, dopo secoli di latitanza ed errori politici, alle omissioni della polizia municipale napoletana.

Se da un lato non abbiamo “compreso” cosa significhino “i chiaro scuro” che il Senatore Bobbio riassume, glissando volutamente, sul prodotto delle altre forze di polizia presenti sul territorio partenopeo, laddove nonostante il massiccio schieramento d’uomini e intelligence spiegata, loro malgrado e non certo per omissioni, non riescono a fermare la falcidie di vite umane, dall’altro meglio comprendiamo il perché allo stesso Senatore riesca facile sparare sui poliziotti municipali di Napoli, sui quali, secondo il Suo teorema, ricadrebbe larga parte dell’evidente impotenza che lo Stato dimostra in condizioni risultanti sin troppo chiare a chi ha veramente a cuore le sorti della nostra Città.

Fatte salve le carenze strutturali ed organiche che ormai non fanno neppure più storia per la polizia municipale partenopea; quale Sindacato maggiormente rappresentativo sul piano nazionale dei poliziotti municipali, rammentiamo al Senatore Bobbio che da anni l’attuale maggioranza di Governo nega una seria Riforma della polizia locale atta a porre in campo, degnamente, i 60.000 Operatori della polizia municipale e provinciale. Senza sfuggire alle responsabilità operative che in ogni caso i poliziotti municipali svolgono anche e soprattutto a Napoli contro camorristi e malviventi di vario genere, cui quotidianamente sequestrano immobili, attività, ecc., sottolineiamo che la seria volontà ad attaccare i morbi della macro e micro delinquenza si dimostra adottando provvedimenti concreti che, non a chiacchiere, rappresentino le reali esigenze della Collettività richiedente da sempre, allo Stato, sicurezza e degni livelli di vivibilità.

Se al Senatore Bobbio va bene sparare sulla polizia municipale, faccia pure, ma ricordi che in tempi di guerra civile “sparare sulla Croce Rossa”, ossia sulla P.M. non giova alla degna immagine dello Stato, il Quale anche nel Comune ha la Sua espressione e rappresentatività; ossia che il ruolo di supporto concreto affinché tutte le Istituzioni rappresentative della Repubblica sia valutato positivamente dal Popolo italiano, i poliziotti municipali di Napoli e d’Italia lo svolgono, e altrettanto si aspettano da chi è direttamente delegato in Parlamento.

Sul piano istituzionale il S.U.L.P.M. ritiene che il Sindaco di Napoli debba intervenire con incisività affinché si chiarisca definitivamente che i poliziotti municipali partenopei non possono oltremodo costituire il capro espiatorio per battaglie perse, le cui responsabilità vanno riportate ad altri e più alti livelli.

Napoli 18.01.05                                           Il Segretario Aziendale

                                                                      Angelo Granata

Onorevole N. Cristaldi - AN

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19/01/2005

 

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Malvano: «Mai criticata la polizia municipale»

 

 



Franco Malvano, l’ex questore, ieri è stato a colloquio con il sindaco Rosa Russo Iervolino per quasi un’ora nel suo studio di palazzo San Giacomo. Non si è trattato di una visita di cortesia ma di lavoro. Malvano ha discusso con il primo cittadino delle audizioni che la commissione parlamentare antimafia presente in città fino a venerdì, sta effettuando. Dottor Malvano, secondo un componente della commissione, il senatore Luigi Bobbio, lei e il prefetto Renato Profili avreste criticato l’utilizzo della polizia municipale. Vi sareste lamentati della scarsa partecipazione dei vigili alla lotta contro la criminalità. «Non mi sono mai lamentato con nessuno». Sarà vero, ma quello di cui si discute va in direzione opposta. «In sede di audizione non si è criticato il lavoro dei vigili, e poi non si può estrapolare un solo concetto da un ragionamento e da una audizione cominciata alle 15 e finita a mezzanotte». Ci sono strumentalizzazioni politiche? «No comment». Cosa ha dichiarato in commissione? «Si sono dette diecimila cose, fra queste si è parlato del problema di Scampia e anche di San Giovanni a Teduccio». Scusi ma di vigili non avete parlato proprio? «Ne abbiamo parlato, sottolineando le difficoltà che i colleghi della polizia municipale hanno nel lavorare in determinati quartieri e cercando di immaginare come supportarli». Quindi nessuna accusa al Comune sulla gestione dei vigili urbani. «Ripeto non mi sono mai lamentato. Il prefetto ha parlato della questione negli stessi termini che ho riferito prima. Vale a dire come sostenere la polizia municipale». È vero che quando faceva il questore scortava i vigili nelle case di Scampia, e i vigili scortavano a loro volta operai che dovevano lavorare? «Non mi risulta». Lo sostengono alcuni assessori. «Uno dei guai di questa città è che le cose le si dicono prima ai giornalisti e poi si va a fare la denuncia». lu.ro.


L’ex questore Franco Malvano

 

 

 

 

 

 

 

 

19/01/2005

 

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Schettini: «Siamo un presidio contro il crimine»

 

 



Messi sotto accusa da alcuni membri della commissione antimafia, in particolare dal senatore Bobbio, i vigili urbani passano al contrattacco. Lo fanno con il numero uno del corpo della polizia municipale Carlo Schettini. Il generale respinge le accuse e spiega quali sono le problematiche dei caschi bianchi. Comandante Schettini, i vigili fanno poco per contrastare la criminalità? «I vigili hanno una miriade di cose da fare, di funzioni da riempire rispetto al passato. Sono trenta i nostri compiti di istituto, una enormità. Tutti ritenuti prioritari sia dai destinatari che dai beneficiari del nostro lavoro». Troppi compiti giustificano il mancato presidio contro il crimine? «I vigili combattono il crimine. Forse il senatore Bobbio non è adeguatamente documentato sul nostro lavoro. Noi eleviamo 1,5 milioni di verbali all’anno. Ora siamo costretti a fare i conti anche con la legge antifumo. Dobbiamo fronteggiare emergenze continue e prestare attenzioni a ruoli che fino a qualche anno fa non erano ritenuti di primaria importanza». Come si può migliorare il lavoro della polizia municipale? «Nel corpo servono energie fresche, occorre innestare gente nuova e più giovane per migliorare le nostre funzioni e adempiere al meglio ai tanti compiti che dobbiamo svolgere». Insomma, il corpo è vecchio? «Non dico questo, ma fino a qualche tempo fa, per esempio, c’erano solo due turni di lavoro. Oggi Napoli vive tutti i giorni anche dopo le 22 e c’è voluto un terzo turno per controllare la città». Comandante, secondo Bobbio i vigili fanno poco per contrastare il commercio abusivo e in generale tutte le forme di abusivismo. «Il fenomeno dell’abusivismo commerciale riguarda molto cittadini extracomunitari. Non bisogna criminalizzare nessuno. Ma queste persone spesso non sono solo abusive, non hanno nemmeno il permesso di soggiorno. Questa è materia che riguarda altro tipo di polizia, i vigili possono fare poco o nulla». lu.ro.


Il comandante Carlo Schettini