SAN BONIFACIO. Sono stati assolti con formula piena dai giudici del
tribunale di Verona, a conclusione di una causa durata oltre tre anni, gli
agenti della polizia municipale di S
an Bonifacio
Paola Olivieri e Davide Corritore.
A loro carico c’era la denuncia per abuso di potere e falso in atto pubblico
di un anziano automobilista, colto in evidente stato di ebbrezza dai due
vigili lungo la strada provinciale per Lonigo, una notte del settembre 2001.
Fermato per un normale controllo, T.A. alla guida della sua auto presentava
evidenti sintomi di ebbrezza. Quindi, come previsto dall’articolo 186 del
codice della strada, veniva Sanzionato con
ritiro della patente per la prevista sospensione e accompagnato a casa per
salvaguardare sia la sua persona che gli altri.
Ma l’anziano automobilista, essendo anche portatore di handicap, ha cercato
di evitare queste pesanti conseguenze del suo comportamento affermando che il
suo stato era attribuibile al proprio handicap e non all’alcool. A
quell’epoca, ricorda il comandante della polizia municipale, Vincenzo Di
Carlo, i vigili non avevano ancora in dotazione l’etilometro. «Ma la legge»,
sottolinea «prevede il rilievo dello stato di ebbrezza anche sintomatico».
Tuttavia l’automobilista ha cercato di negare questa constatazione dei due
vigili ricorrendo al giudice di pace di Soave, dal quale ottenne
l’annullamento del verbale "per motivazioni di carattere
personale". Denunciava quindi gli agenti Olivieri e Corritore per abuso
di potere e falso in atto pubblico con concorso di colpa, intentando una lunga
e logorante azione legale, conclusasi il 17 dicembre con l’assoluzione con
formula piena per entrambi, in quanto il reato non sussiste. Difesi
dall’avvocato Cristian Serpelloni, i due vigili hanno espresso la loro
soddisfazione per il felice esito della loro avventura.
Corritore, che attualmente è in forza alla polizia municipale di Caldiero: «Siamo
particolarmente soddisfatti della sentenza perché è stata riconosciuta la
legittimità dell’operato, comprovando il nostro livello di preparazione e
di professionalità; un grazie sincero ai colleghi che ci hanno seguiti e
sostenuti moralmente, in particolare a Graziano Lovato, attualmente
responsabile del comando in cui lavoro, il quale ci ha aiutato nella fase
istruttoria e ci è stato vicino nel dibattimento processuale».
Questo il commento di Olivieri: «Dopo tanta amarezza per i giudizi negativi
riportati da qualcuno, posso manifestare, con la gratitudine ai colleghi, la
piena soddisfazione per una sentenza giusta che ha ridato decoro alla divisa
che indossiamo e alla istituzione che rappresentiamo; abbiamo sempre ritenuto
di aver agito con coscienza e nel rispetto della legge e il giudice ci ha dato
ragione».
Gianni Bertagnin