DAL SEGRETARIO REGIONALE  LAZIO - MARCHETTI ALESSANDRO.

 

25 APRILE: FESTA DELLA LIBERAZIONE

LA POLIZIA LOCALE

E L’AMORE PER LA LIBERTA’ E L’ITALIA

                                          

(la foto scattata dai tedeschi prima della fucilazione dei poliziotti municipali di Barletta)

 

 

BARLETTA – 12 settembre 1943 -  I tedeschi entrarono a Barletta con 400 uomini della divisione "Goering" ed un reparto di SS, guidate dal capitano Brunn. Bisognava riportare ordine e per farlo occorreva un esempio. Un manipolo di soldati tedeschi fu incaricato di scovare i responsabili della morte dei due di Piazza Roma. In tre si recarono presso l'Ufficio Centrale dei Vigili, probabilmente convinti che lì qualcuno conoscesse i nomi di colpevoli dell’agguato ai tedeschi del giorno precedente. Non tutti in Italia dopo l’8 settembre erano rimasti a casa. Il maresciallo dei vigili, Francesco Capuano, prima che i tre tedeschi facessero il loro ingresso, ordinò ai suoi uomini di liberarsi delle pistole di ordinanza per evitare qualsiasi rappresaglia. Con loro ci sono pure due netturbini rifugiatisi nell’ufficio … I Vigili Urbani pagheranno con la vita il loro senso del dovere. .. Vengono messi contro il muro dell’edificio che ospita la direzione delle Poste. Nell’ordine da sinistra ci sono i vigili Antonio Falconetti, Pasquale Del Re, Luigi Gallo, Vincenzo Paolillo, Gioacchino Torre (assunto quaranta giorni prima), gli spazzini Luigi Jurillo e Nicola Cassatella e poi ancora i vigili Pasquale Guaglione, Michele Spera, Francesco Gazia, Sabino Monteverde, Michele Forte e Francesco Falconetti. Il maresciallo lo lasciano andare……. Venne scattata la foto documentale, quindi fu sparata la prima raffica di colpi. Feriti in modo più o meno grave, i tredici martiri, si strinsero l'uno all'altro per cercare una futile protezione. La seconda raffica di colpi, però, non lasciò nessun superstite. Almeno in apparenza. Sotto il cumulo di cadaveri, infatti, il giovane vigile urbano aggiunto Francesco Paolo Falconetti, era ancora vivo. Ad accorgersene fu una donna, Addolorata Sardella, che aiutata da altre persone riuscì a portare al sicuro il ferito…I segni di quell'infausto giorno sono ancora visibili, nel muro sinistro dell'Ufficio Postale. I buchi lasciati dai proiettili, non sono mai stati ricoperti in perenne ricordo di quel tragico avvenimento. (fonti: “8 settembre 1943 – L’armistizio a Barletta” di Maria Tarantino Grasso; "Famiglia Cristiana" n° 44 dell’11 novembre 1973).

FIRENZE – …. Il Ponte Vecchio, l’unico rimasto in piedi, ebbe poi una parte di primo piano nella battaglia per la liberazione di Firenze: infatti attraverso il corridoio vasariano, pur gravemente danneggiato, fin dal 5 agosto l’antifascista Bruno Fischer con l’aiuto di alcuni vigili urbani, stabilì un contatto telefonico tra i partigiani e il comando alleato. Il 3 agosto 1944 per questa attività partigiana vennero fucilati dai tedeschi il maresciallo Pietro Stefanini e sua moglie. (fonti: Enzo Biagi La nostra guerra BUR 1995; Silvio Bertoldi Salò BUR 2000 ed altri).

MILANO – “Piazza della Scala – 26 aprile 1945 - Squadre di vigili urbani appartenenti alla 113ª Brigata Garibaldi Sap inseguono e bloccano un autoblindo e quattro autocarri carichi di fascisti della X Mas. Nella sparatoria viene colpito un vigile. I fascisti verranno più tardi condotti in prefettura e consegnati al prefetto Riccardo Lombardi.” (fonte: fondazione istituto per la storia dell'età contemporanea - isec - onlus )

FIUME3 maggio 1945 - Una testimonianza …… possiamo leggerla nelle pagine dell’”Avanti”, nell’edizione di Milano del 15 luglio 1945, “Tito a Fiume”, capoverso “gli italiani padroni della città” in cui si afferma che, all’alba del 3 maggio, carabinieri, guardie di finanza e vigili urbani presero possesso della città insieme ad alcuni cittadini. Poche ore più tardi però fecero il loro ingresso le formazioni dell’esercito di Tito che disarmarono nelle ore seguenti i vigili, i carabinieri e le guardie di finanza, i quali, dopo una breve carcerazione, furono inviati nell’interno della Jugoslavia. (Da http://www.rigocamerano.org/pqonnew.htm).

E ........................................ QUANTI ANCORA SI SONO IMMOLATI PER LA NOSTRA NAZIONE ITALIA PER UNA REPUBBLICA LIBERA E DEMOCRATICA.

A MEMORIA ETERNA DEI NOSTRI COLLEGHI IMPRIGIONATI, FERITI, O MORTI PER AMORE DELLA LIBERTA’ E DELL’ITALIA.

 

NESSUNO POTRA’ MAI TOGLIERCI

LA NOSTRA STORIA