7 APRILE 2005 ORE 14,00

 

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SEGRETERIA GENERALE

 

Si è tenuta, così come da già preannunciata, in data 7 aprile, sebbene Roma fosse in stato di assedio a causa della morte del Santo Padre con un immenso sforzo dei nostri Colleghi romani che hanno ricevuto i complimenti dalle Istituzioni, l’audizione presso la 1^  commissione affari costituzionali della camera in merito alla riforma della polizia locale.

Il presidente On. Donato Bruno ha voluto sottolineare l’importanza di questa audizione al fine di poter, in breve tempo, ottenere un testo unificato ed, consecutivamente, avviare l’iter per l’approvazione del testo.

Il SULPM, rappresentato dal segretario generale Claudio Mascella,  ha voluto ribadire ai presenti, oltre al presidente Bruno vi erano parlamentari componenti la commissione, trai quali l’On. Saia, e l’On Lucidi,  l’assoluta necessità di arrivare in tempi estremamente brevi all’approvazione di quei provvedimenti necessari al rilancio,  nell’ambito di un sistema nazionale di sicurezza, delle polizie locali, al fine di garantire la sicurezza ai cittadini di questa Repubblica.

Il segretario generale ha ribadito inoltre i punti irrinunciabili per la categoria rappresentando ai presenti il malessere di tutti i lavoratori della polizia locale i quali rivendicano una precisa collocazione giuridica, un’ area di contrattazione separata e pari trattamento previdenziale ed assistenziale con le altre forze di polizia ad ordinamento statale, sostenendo che l’attuale compagine governativa non ha più scuse in quanto la riforma costituzionale recentemente approvata dai due rami del Parlamento, seppure fosse approvata definitivamente, non cambierebbe l’attuale assetto costituzionale in materia di polizia locale.

Le organizzazioni confederali CGIL CISL UIL hanno manifestato, ci saremmo meravigliati del contrario, netta contrapposizione alle tesi illustrate dal SULPM sostenendo la loro ferma intenzione, sostenuti dall’On. Lucidi, a non volere un contratto di lavoro autonomo, ma bensì una sezione  di trattativa nell’ambito dell’attuale  comparto enti locali, l’assoluto diniego all’ ingresso nell’art. 16 della legge 121/81, il segretario della UIL ha voluto specificare che da parte sua non sarebbe la “fine del mondo”, hanno infine sostenuto di riconoscersi nel PdL presentato dall’ANCI – UPI., che propone, in via esclusiva alla polizia locale, l’attribuzione di funzioni di polizia amministrativa, affidando il successivo intervento di fatti criminosi   alle forze di polizia statali.

Resta pertanto doveroso da parte nostra voler segnalare che esistono punti sui quali tutti i presenti hanno espresso parere favorevole, quali:

1)      la modifica all’art. 57 del c.p.p. attribuendo alla PL analoghe funzioni dei corpi statali;

2)      istituzione regionale di scuole di polizia locale per i nuovi assunti e per la formazione del personale;

3)      parificazione dei trattamenti assicurativi e previdenziali con le forze statali;

4)      istituzione di una speciale indennità di polizia .

Gli altri punti che il SULPM, sostenuto dai lavoratori, rivendica dovranno necessariamente  essere condivisi dal governo e da tutte quelle forze che credono nella professionalità e nella potenzialità dei corpi di polizia locale, quali avamposti urbani al servizio della sicurezza dei cittadini, profondi conoscitori del tessuto sociale del territorio di competenza; elementi che pongono questa istituzione millenaria, racchiudendo in essa  poliziotto di quartiere, quello vero.

Nessuno si faccia illusioni, noi non molleremo di un solo millimetro, pronti per continuare a combattere, se necessita, con le unghia e con i denti.