I
VIGILANTES CONTROLLATI DALLE FORZE DI POLIZIA - PER LE SCORTE AI
POLITICI DI SECONDO LIVELLO - COME GIA' INDICATO DA ALCUNE LEGGI REGIONALI
RELATIVAMENTE AD ALTRE FUNZIONI.
Dal Corriere della
Sera di oggi 30.04.05
IL SERVIZIO
Tre tipi di «tutela»
A Roma sono tre i tipi di scorte che accompagnano personalità
pubbliche: quelle assegnate, i posti fissi sotto le abitazioni e quelle
temporanee usate per accompagnare politici stranieri o, per esempio,
parlamentari con incarichi fuori Roma o all’estero. In città sono
tremila gli agenti destinati a questo tipo di mansioni. Ad essi, bisogna
aggiungere coloro che lavorano per le cosiddette «giurisdizioni
domestiche». Si tratta di finanzieri che scortano le personalità del
ministero, quello delle Finanze; la Forestale, che ha lo stesso compito
con il ministero delle Politiche agricole e forestali; gli agenti di
polizia penitenziaria che invece scortano le alte cariche del ministero
della Giustizia. Si tratta di una quantità di persone eccessiva anche per
i sindacati di polizia. «Da tempo - dice in varie interviste Filippo
Saltamartini del Sap (il sindacato autonomo di polizia) - abbiamo
denunciato un uso surrettizio di molti agenti di pubblica sicurezza e un
uso improprio delle risorse pubbliche. Per esempio - prosegue - le auto
nuove comprate con il bilancio della polizia sono andate alle scorte,
lasciando mezzi vecchi a chi si occupa della tutela dei cittadini».
La relazione chiesta dal ministro. Solo le personalità istituzionali di
più alto livello manterrebbero la protezione costante Piano
scorte, l’alba degli sceriffi privati Il
prefetto Serra scrive a Pisanu: tagli drastici e modifica al Testo Unico. «Chi
vuole tutela, se la paghi»
Gli unici «posti fissi» sarebbero per sedi istituzionali e ambasciate
considerate a rischio. Per gli altri luoghi, si prevede vigilanza
privata in collegamento con polizia e carabinieri. In fatto di
scorte per personalità, le uniche a mantenerla sarebbero quelle di
primissimo livello, cariche istituzionali, oltre a coloro per i quali
l’esigenza sarà «valutata in concreto». Per gli altri,
prevedendo la modifica del Testo Unico, ecco l’impiego di sorveglianza
privata, «sceriffi», sì, ma ovviamente sotto il controllo dello Stato.
Con una filosofia: chi vuole tutela non strettamente necessaria, la pagherà
di tasca sua. Ecco il «piano di riduzione delle scorte». Al Viminale lo
aspettavano dalla fine di febbraio, il ministro Pisanu l’aveva chiesto
al prefetto Serra. L’obiettivo: alleviare alle forze dell’ordine il
peso di un servizio di proporzioni vastissime
Nella relazione per il ministro Pisanu è scritto: due eventi,
l’11 settembre e l’omicidio Biagi hanno elevato il clima di insicurezza.
Ora si torni alla normalità