Immigrazione clandestina e polizia municipale……… “punto e a capo”

Siamo proprio punto e a capo in tema di sicurezza connessa alla immigrazione clandestina, ed in questa Repubblica della emergenza i nostri governanti si ricordano  che il popolo italiano è ormai da troppo tempo vittima di orde di criminali senza scrupoli calati nel nostro paese in cerca di facili guadagni, confusi tra tanta brava ed umile gente che invece è costretta dalla fame e dalle guerre ad immigrare .

Ma è  solo quando disgraziatamente arriva l’irreparabile fatto di cronaca che il problema riemerge prepotentemente senza che però, dopo tanti dibattiti e buoni propositi, la questione venga quanto meno discussa nella sede competente: il Parlamento.

 E’ proprio in seguito al barbaro assassinio di un giovane eroe, morto per sedare una rissa tra clandestini albanesi, che la trasmissione “punto e a capo” ha utilizzato la puntata di giovedì 16 giugno.

Abbiamo udito affrontare questo pesante problema con  naturalezza estrema dalla nostra classe politica che consapevolmente e colpevolmente sa l’importanza che la polizia municipale potrebbe rivestire in questo campo, quale vera polizia di prossimità, e nulla ha fatto.

Lo ha ricordato  la brava giornalista Barbara Palombelli, consorte del suo più celebre marito, ex sindaco di Roma ed ora leader di un grande partito, Francesco Rutelli ricordato in categoria per  aver tentato di affossare definitivamente la polizia municipale romana.

Per carità  non vogliamo caricare la giornalista di colpe non sue,  probabilmente in tema di polizia locale le sue teorie sono  molto distanti dalle teorie del consorte.

In sintesi, la  stessa faceva rilevare che sarebbe stato più opportuno che i vigili urbani (purtroppo è un termine che non vuole tramontare) in servizio nelle vie cittadine, invece di sanzionare i quotidiani trasgressori del telefonino alla guida dell’auto, avrebbero fatto cosa più gradita se si fossero impegnati a controllare gli stranieri per constatarne il loro stato, chiedendosi  perché ci fosse questa connivenza (?????).

L’onorevole Lamberto Dini, bontà sua, seccamente replicava alla giornalista che purtroppo i nostri vigili urbani non possono bene operare in questa materia a causa di una legislazione che li penalizza dal punto di vista operativo.

La speranza che la signora Barbara Palombelli in Rutelli, sappia ben convincere il proprio consorte della importanza della polizia locale in materia di sicurezza ed ordine pubblico affinché, unitamente all’onorevole Lamberto Dini, esponente di spicco dello stesso partito del leader Rutelli, improntino   una seria politica parlamentare a favore delle istanze che gli operatori della polizia locale da anni richiedono ad una classe politica sorda che ha dimostrato solo assoluta indifferenza  dei problemi degli operatori della polizia locale e del popolo italiano in tema di sicurezza.

La nuova campagna elettorale per le elezioni politiche del prossimo anno è cominciata. Scrivere sulle proprie bandiere le parole sicurezza e lavoro potrebbe essere il fortunato slogan ( il cavaliere insegna ) di una nuova sinistra, paladina dell’ordine e della sicurezza? Siamo ancora punto e a capo? Ora più che mai vigili,  sempre vigili.

 

Taranto, 19 giugno 2005

                                                               Il segretario generale aggiunto

                                                                   Michele Lupo