Le Operazioni della P.L.

Martedì 5 Ottobre 2004
Farina scaduta, escrementi di topi nelle rosette, date di scadenza falsificate. Le aziende, sulla Laurentina, lavoravano in subappalto
Panini e scarafaggi, allarme in cento scuole
Intervento dei vigili, indagati i titolari di due società: distribuivano alimenti avariati alle mense

di LUCA LIPPERA


Farina scaduta, scarafaggi nelle confezioni, tracce di escrementi di topo sulle rosette. Doveva essere, secondo le richieste del Comune di Roma, un “prodotto biologico”, ma rischia di diventare una bomba. I forni di due aziende che forniscono pane a circa cento tra scuole elementari e materne della città sono stati sequestrati ieri vicino Pomezia dai vigili urbani dell’VIII Gruppo. I responsabili delle ditte, la “Pancarrè Roma 21” e la “Duebi Import Export”, sono stati denunciati per truffa ai danni del Campidoglio e commercio di sostanze nocive. Ma migliaia di famiglie ormai sono in allarme e il sindaco, Walter Veltroni, in trasferta in Mozambico per l’inaugurazione d’una scuola, troverà al ritorno una bella gatta da pelare.
Le indagini dei vigili dell’VIII Gruppo, al comando del colonnello Antonio Di Maggio, sono partite dai genitori di una bambina che aveva notato nel pane «qualcosa che non andava». L’inchiesta, coordinata dal pm Katia Summaria, della Procura di Roma, sembra confermare che le impressioni della ragazzina non erano affatto campate per aria. «Siamo indignati dice Maria Coscia, assessore alla Scuola del Campidoglio, anche lei in Africa insieme al sindaco È evidente che ci troviamo di fronte ad imprenditori senza scrupoli».
Il Comune, a quanto pare, sapeva da tre settimane dell’inchiesta. L’assessore Coscia ieri ha detto che «già dal 20 settembre è stata sospesa la fornitura di pane da quella ditta» a cinquantadue istituti dell’VIII Municipio (Torre Angela-Tor Bella Monaca). Il pm sta verificando anche questa circostanza. Resta da capire perché, di fronte all’ipotesi di un alimento non in regola, l’amministrazione non abbia diramato a tutti l’invito a non usare i prodotti della “Pancarrè Roma 21”. La società di Pomezia, secondo i vigili, distribuiva pane anche a una ventina di scuole in XI e XII Municipio (Ostiense, Ardeatino, Eur, Spinaceto) e approvigionava (per la frutta) le elementari e le materne di Prima Porta, Tomba di Nerone, Farnesina e Ponte Milvio (XX Municipio).
La notizia del blitz dei vigili ieri era sulla bocca di tutti. Molte mense, ad esempio in XI, sono autogestite dalla dirigenza scolastica e il “governo locale” ha solo «funzioni di controllo». Massimiliano Smeriglio, presidente del Municipio Roma XI, era preoccupatissimo. Appena ha saputo dell’operazione, ha diramato un fonogramma: «Chiedo ai dirigenti la massima solerzia nel controllo della qualità del cibo».
Parecchie scuole ieri sono rimaste senza pane. Quello trovato dai vigili a Pomezia è stato sequestrato. I rapporti dell’VIII Gruppo parlano di «involucri infestati dagli scarafaggi». Portarlo ai bambini per pranzo era impossibile ed altrettanto impossibile è stato «trovare per tutti una soluzione su due piedi». La “Pancarrè Roma 21”, comunque, non è la vincitrice della gara bandita dal Comune per la refezione scolastica. È solo una ditta sub-appaltatrice. Ed è per questo che il pm ha detto di voler «vedere chiaro fino in fondo» nei meccanismi di sub-appalto.
La vicenda è, come tutte le cose burocratiche, un bel rompicapo. L’appalto per la ristorazione delle mense gestite dal Comune è stato vinto dalla “Ristorazione Italiana”. La “Sodexho”, invece, si era aggiudicata quello per le autogestite. Due società conosciute a livello nazionale. Ma sia la prima (attraverso un primo sub-appalto alla “Interpan”, che si è dichiarata «completamente estranea, con la Pancarrè non esiste rapporto di collaborazione alcuno») sia la seconda si erano affidate per la fornitura alla “Pancarrè” di Pomezia e per la distribuzione alla ”Duebi Import Export”. Ed è qui, in due piccole realtà locali, che devono essere nati i problemi. La “Sodexho”, nel pomeriggio, si è chiamata fuori. «Non è presso le nostre scuole si legge in un comunicato che si sono verificati gli episodi in questione». Ma la psicosi tra i genitori era ormai diffusa.
L’opposizione prende la balla al balzo. «Già a metà luglio ricordano Fabio Sabbatani Schiuma, di An, e Beatrice Lorenzin, di Forza Italia, della commissione scuola avevamo chiesto all’assessore Coscia la documentazione sulla gara per controllare le modalità dell’appalto e i requisiti di professionalità delle ditte interessate». «Mi auguro aggiunge Federico Rocca, anche lui di An, vicepresidente del consiglio dell’VIII Municipio che il sindaco venga informato dettagliatamente dall'assessore. È bene che Veltroni sappia, mentre inaugura scuole in Africa, cosa viene dato da mangiare ai bambini in certe scuole di Roma».