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L’hanno fermato a scuola, nel corso dell’ora di italiano: quelli
che G.V., 18 anni di Cesano, studente di un istituto professionale alla
Camilluccia, aveva nello zainetto non erano però libri di testo
qualsiasi. Erano fogli alla “cocaina”, decina e decine di pagine
dattiloscritte e fotocopiate, raccolte a mo’ di dispensa e che erano
state imbevute di polvere bianca da “fumare” attraverso un
particolare procedimento chimico.
Il giovane, incensurato, figlio di una coppia di operai padre peruviano
da anni nella Capitale e madre italiana secondo i vigili
urbani dell’8° Gruppo guidati dal colonnello Antonio Di Maggio che
hanno eseguito il blitz, spacciava lo stupefacente circa 3 chilogrammi
il quantitativo nel complesso sequestrato all’esterno di alcuni
edifici scolastici di Roma Nord. Lo scambio avveniva sembra in prossimità
delle fermate degli autobus affollati ogni mattina di studenti. E
sarebbe stata proprio la segnalazione fatta dal genitore di un ragazzo
dello stesso istituto a mettere la Municipale sulle tracce di G.V. Così
sabato i vigili si
sono appostati davanti alla stazione di Monte Mario dove parte il
“911” diretto alla Camilluccia. E proprio qui, tra i tanti ragazzi
in attesa di prendere l’autobus, gli agenti hanno notato G.V.:
l’hanno visto parlottare e ricevere da un adulto un borsello nero.
L’hanno seguito fino a scuola. Poco dopo, sono entrati in classe:
hanno portato fuori G.V., hanno perquisito il suo zaino scoprendo circa
10 mila euro in contanti e le fotocopie impregnate di un derivato della
cocaina. Gli altri fogli sono stati trovati in via della stazione di
Cesano nell’abitazione del ragazzo.
G. Mar.
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