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di CLAUDIO MARINCOLA
Un solo numero telefonico per chiamare tutti i vigili urbani di Roma e
del Lazio (il 111?), una nuova organizzazione, colori unici per le
divise, corsi di formazione professionale, studio delle lingue e delle
culture “mediterranee”, un’unica banca dati, corsi di “legalità”
e regole certe per gli ausiliari del traffico. Arriva la devolution della
polizia locale. La legge regionale che ne regola le norme è in
dirittura d’arrivo. La commissione tecnica incaricata di scrivere il
testo ha ormai completato il suo lavoro. Dopo la Lombardia, la Campania
e l’Emilia Romagna, anche il Lazio, dunque, applicherà il
decentramento amministrativo dandosi un quadro di riferimento.
La proposta di legge, di cui sintetizziamo i passaggi più importanti,
comporterà a partire dai primi mesi del 2004 una nuova organizzazione
per migliaia di appartenenti a Corpi e servizi operanti nel Lazio. «Il
testo è stato già esaminato e in parte emendato dopo averlo discusso
con i sindacati e le associazioni di categoria - è la premessa di
Donato Robilotta, (Nuovo Psi), assessore regionale agli Affari
istituzionali -: detta nuove norme in materia di sicurezza locale ma non
contempla la formazione di una polizia regionale, alla quale restiamo
contrari. La gestione spetterà perciò sempre ai comuni». La Regione
Lazio interpreta in questo modo il nuovo ruolo assunto dagli enti locali
incentrato sul principio della “sussidarietà”, lo stesso principio
che ha determinato l’estensione delle competenze agli enti locali. La
riforma federalista della polizia verrà finanziata con un primo
investimento di circa 10 milioni di euro. La giunta ha già esaminato il
testo trovando una larga intesa, entro questa settimana lo approverà
per poi sottoporlo al voto del consiglio regionale. Ecco in sintesi cosa
prevede:
L’istituzione di una Conferenza regionale quale sede di
confronto con le istituzioni e con le associazioni dei comuni (Anci, Upi
e Lega). Possono essere invitati anche prefetti, questori, forze
dell'ordine e comandanti di polizia locale e provinciale. Per garantire
il coordinamento viene individuata una Direzione Sicurezza. Farà
da punto di riferimento regionale, istituirà una banca dati comune alle
polizie locali, una centrale operativa regionale per il collegamento via
radio. Un Comitato tecnico avrà compiti di compiti di consulenza
e formulazione di proposte. Ne faranno parte i rappresentanti dei
sindacati e delle associazioni di categoria, i comandanti della polizia
locale e provinciale, due rappresentanti dei piccoli comuni e tre
esperti. La Regione finanzierà l'istituzione del vigile di quartiere e
la ristrutturazione delle sale operative. Uno dei passaggi più delicati
riguarda la «previsione del cofinanziamento da parte dei comuni con i
proventi delle contravvenzioni». Tradotto vuol dire applicare
l’art.208 del codice della strada, quello che prevede di investire
nella Mobilità gli introiti delle multe.
Altre novità sarà la quota di alloggi da destinare per il
personale della polizia locale come per le forze di polizia. È previsto
poi il monitoraggio e la valutazione delle patologie professionali connesse
allo svolgimento della professione. Ci saranno anche corsi di educazione
alla legalità - ovvero di educazione civica e stradale - da tenersi
nelle scuole. Sarà vietato «conferire anche temporaneamente o ad
interim l'incarico di direzione dei corpi o dei servizi a dirigenti o
funzionari estranei agli organici della polizia locale». Regola che
vale soprattutto per i piccoli comuni dove non sempre il
“comandante” è un vigile.
Il regolamento stabilirà «le caratteristiche delle uniformi, i gradi
distintivi, le tessere di riconoscimento, le tipologie dei mezzi e degli
strumenti, il modello, il tipo e il calibro delle armi, le
modalità di organizzazione dei corsi di addestramento all'uso delle
armi e corsi di difesa personale».
Verrà poi istituita una Scuola di Polizia locale per garantire
la formazione e l'aggiornamento e verranno istituiti dei corsi di
formazione professionale . Chi li seguirà sarà inserito in un
elenco dal quale attingeranno i sindaci per l'assunzione di personale a
tempo determinato.
È stata infine prevista la stipula di convenzioni con le università
per l'attivazione di corsi per il conseguimento di diplomi universitari
in materie attinenti alla polizia locale.
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