QUESTO "CONOSCIUTO" BENZENE.
Sono circa due anni che sono stato eletto rappresentante per la sicurezza della Polizia Municipale di Livorno, e l’occasione della recente manifestazione indetta dal Sulpm nella mia città, mi ha fornito l’occasione di confrontarmi con colleghi di altre realtà e dato lo spunto per questa breve informativa su problematiche “di salute” che colpiscono la P.M. in tutta Italia.
All’inizio del mio impegno cominciai a valutare i protocolli delle visite periodiche, e notai con sorpresa che comprendevano ancora la ricerca del piombo nelle analisi del sangue, benché il succitato elemento da tempo non è più usato quale additivo antidetonante nelle benzine per autotrazione. Unitamente al medico competente, a dire il vero molto disponibile al dialogo, ci interrogammo per capire da dove si poteva partire per aggiornare il documento di rischio.
In questo percorso, siamo stati molto aiutati, dall'apposizione delle centraline fisse, di cui mi sento primo organizzatore, previste tra l'altro dal decreto Ronchi, atte a rilevare gli inquinanti presenti nell'aria della città, inquinanti provenienti sia dalla combustione dei motori per autotrazione che dalle vicine industrie. I dati emersi dopo mesi di studio sono stati allarmanti: i danni provocati dal benzene, aromatico altamente cancerogeno ed usato massicciamente quale additivo delle benzine in sostituzione del "povero piombo” sono una “miscela mortale” ben più pericolosa del piombo, come testimoniano anche qualificati studi internazionali che pongono la Polizia Municipale e Locale tra le prime categorie a rischio benzene. Da qui la necessità di avviare tutte le procedure per effettuare sui dipendenti le valutazioni del caso e concludere lo studio con l'inserimento del rischio chimico sul relativo documento. Questo è un primo passo, in quanto non esiste solo il Benzene nell' aria delle città, e ricordo in merito le famigerate PM10 (polveri sottili), da non sottovalutare ed altri fattori inquinanti non meno rischiosi.
Ne è seguito un incontro con i responsabili della medicina del lavoro, che riconoscendo molto valida la nostra iniziativa, hanno promesso di appoggiare tutte le proposte in merito presentate dallo scrivente in accordo con la dirigenza del Sulpm. Invito tutti i colleghi a considerare tutto ciò che per i lavoratori del settore ha portato il c.d. Decreto amianto; purtroppo, in termini di vite umane, per giungere al riconoscimento di tale rischio si è dovuto pagare un caro prezzo!! Noi siamo ancora in tempo per avviare quelle essenziali procedure per far risultare il rischio chimico cui quotidianamente esposti, ciò per salvaguardare la nostra salute e la tranquillità delle nostre famiglie e di tutti i cittadini, al nostro pari, assorbenti tali veleni. L’esperienza e la documentazione di Livorno è a disposizione di tutti, potete scrivermi al seguente indirizzo email: [email protected]
R.L.S
Polizia Munipale Livorno
Walter Parigi