SULPM UMBRIA
Segreteria provinciale di Perugia
Comunicato stampa del 21-1-04

 

In relazione all’articolo apparso sulla cronaca regionale del Messaggero Umbria del 19/01/04, questo sindacato di Polizia  Municipale a tutela della categoria, non  riesce a capire i motivi che spingono certa parte della stampa ad affrontare l’argomento relativo al controllo della circolazione stradale lungo la Strada di Grande Comunicazione denominata S.S 3 Bis E 45, senza ben conoscerne la materia e con argomentazioni lesive della dignità personale degli operatori della Polizia Municipale e discriminatorie nei confronti delle altre forze di polizia.

E’ opportuno fare chiarezza sui compiti che competono per legge alle forze di Polizia ed anche alla Polizia Municipale. Il Codice della Strada all’Art.12,  riconosce compiti di Polizia Stradale:

1.    alla specialità Polizia Stradale della Polizia di Stato;

2.    alla Polizia di Stato;

3.    all’Arma dei Carabinieri;

4.    al Corpo della Guardia di Finanza;

5.    ai Corpi e Servizi di Polizia Provinciale;

6.    ai Corpi e Servizi di Polizia Municipale;

7.    ai funzionari del Ministero dell’Interno addetti al servizio di polizia stradale;

8.    al Corpo di Polizia Penitenziaria e al corpo Forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto.

La Polizia Municipale è a pieno titolo  organo di Polizia Stradale ed espleta il proprio compito su tutto il territorio del Comune di appartenenza ed è troppo semplicistico ridurre il suo operato alla sola rilevazione delle cosiddette  “MULTE” con “autovelox” .

L’operato della Polizia Municipale spazia dai compiti attribuiti dal Codice della Strada, alla Polizia Annonaria, alla Polizia Ambientale, al controllo dell’abusivismo edilizio ed altro ancora.

Sentirsi “attaccati” e considerati come dei meri esattori delle Amministrazione Comunali che grazie alle cosiddette “multe” rimpinguano le casse dell’Ente è quantomeno offensivo. Gli Operatori di Polizia Municipale ( così si chiamano dal 1986 con una Legge dello Stato n.65 ) sono ogni giorno chiamati con il proprio operato a far rispettare le leggi dello stato e i regolamenti come tutti gli appartenenti alle forze di Polizia, siano esse Statali Provinciali o Comunali. Parliamo spesso di Sicurezza in genere usando questo aggettivo anche impropriamente senza ricordarsi che tutte le forse in campo ne concorrono al mantenimento. Per quello che attiene alla Sicurezza stradale, giova ricordare che le Polizie Municipali della Provincia di Perugia, operano su tutti i fronti:

rilevazione incidenti stradali, corsi di educazione stradale nelle scuole dell’obbligo, formazione dei neo quattordicenni per il conseguimento del Patentino dei ciclomotori,  servizi in tutte le manifestazioni su strada e non per ultimo accertamenti di violazioni che spaziano dal divieto di sosta, all’eccesso di velocità alla guida in stato di ebbrezza. Conviene ricordare che nella strada E 45, sono state rilevate dagli organi delle Polizie Municipali, velocità superiori ai 200 Km/h che non sembrano velocità “di pochi chilometri di più del limite”. A questo Sindacato non risulta che i Giudici di Pace, competenti  fra l’altro, ad esprimersi sui ricorsi presentati in materia di violazioni al Codice della strada, si pronuncino in maniera diversa a seconda dell’organo che ha rilevato l’infrazione. Per quello che attiene la modernità degli strumenti in uso per la rilevazione delle velocità, Telelaser o Autovelox (entrambi omologati dal Ministero competente) risultano in uso non solo agli organi di Polizia Statale ma anche ai Corpi di Polizia Municipale. In conclusione cogliamo l’occasione per invitare tutti gli utenti della strada al rispetto della normativa vigente ed a non confidare in false aspettative in merito all’accoglimento di ricorsi così come prospettate con dei “sembra” e “pare” riportati nell’articolo a firma di L.G.

 Il Segretario Provinciale

Antonello GUADAGNI

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Giovedì 29 Gennaio 2004
In centinaia dal giudice per difendersi dalle multe
Contesa con i Comuni su chi può fare contravvenzioni per eccesso di velocità sulla superstrada E45

di LUCIANO GIANFILIPPI
E LUIGI FOGLIETTI


PERUGIA - La contesa sta salendo, piovono ricorsi sui giudici di pace e riguardano le multe per eccesso di velocità. E dato che la strada più importante e più ”veloce”, almeno per quanto riguarda i limiti massimi di velocità, in Umbria è la Orte-Ravenna, è su questa tratta che si concentrano le contestazioni degli automobilisti.
Sì perché adesso le multe sono davvero pesanti, sia in termini di valore in denaro, sia in termini di penalizzazioni sulla patente a punti. Nel caso poi di contravvenzioni per aver superato alla guida dell’auto i limiti fissati di oltre 40 chilometri all’ora scatta anche la sospensione immediata della patente. E le multe arrivano a casa sia dalla Polizia Stradale, sia dai Comuni che hanno il loro territorio lungo il percorso della E-45. Comuni che in questo modo fanno fare una cura ricostituente ai propri bilanci.
La velocità è un fattore di rischio ovunque, anche sulle strade umbre. Giusto dunque scoprire e multare gli spericolati, pericolosi per sè stessi e per gli altri. Va però rilevato, in base ai rapporti di fine anno 2003 della Polizia Stradale, che in Umbria come in Italia sono diminuiti gli incidenti mortali e non. Il comportamento degli automobilisti sembra diventato più corretto dopo l’introduzione della patente a punti. Le statistiche dimostrano insomma che è scattato un salutare fenomeno di ”autoregolamentazione”.
Ma quando il limite massimo contestato sulle multe per eccesso di velocità è superato di pochi chilometri, oppure quando la contestazione si presta a forti dubbi, che cosa succede? Si va a fare ricorso al giudice di pace. E sono ricorsi che trovano solidi appoggi in sentenze della Corte di cassazione: come quella della Prima sezione civile, n°17947 del 23 giugno 2003.
Esiste infatti il problema che se i rilievi con l’autovelox vengono fatti da pattuglie della Polizia Stradale esiste la massima garanzia che le apparecchiature (telelaser in dotazione) sono moderne e ”tarate” con una "tolleranza", che dovrebbe consentire un minimo di sforamento, anche perché sia il contachilometri dell’auto sia la macchina che rileva la velocità possono sfasare di qualche chilometro.
C'è poi un altro grave problema. La legge attribuisce all'Ufficio Territoriale del Governo in sede provinciale, cioè la Prefettura, il coordinamento interforze degli organi di polizia, impiegati sul territorio secondo criteri di competenza e luogo. I Vigili Urbani non fanno parte dell'interforze, quindi spesso, sulle strade, si viene a creare una sovrapposizione di servizi, pattuglie di Polizia Stradale e Vigili urbani che svolgono lo stesso servizio magari a meno di 500 metri di distanza, con impiego di uomini e mezzi che potrebbero benissimo svolgere altri ruoli come per esempio il monitoraggio del territorio con finalità anticrimine. Il nuovo codice della strada all’articolo 11 prevede espressamente che alla Polizia Municipale va il controllo di polizia stradale nei centri abitati dei Comuni, mentre altrove il coordinamento compete al Ministero dell’Interno, quindi alla Polizia Stradale.
Da parte loro i vigili urbani, attraverso il sindacato Sulpm (della polizia municipale), con il segretario provinciale Antonello Guadagni, ribadiscono che «per quello che attiene la modernità degli strumenti in uso per la rilevazione delle velocità, telelaser o autovelox (entrambi omologati dal Ministero competente), risultano in uso non solo agli organi di Polizia Statale ma anche ai Corpi di Polizia Municipale». Aggiungendo che i vigili operano in base alle direttive dei Comuni su svariati compiti, dal controllo edilizio a quello commerciale, come «operatori di Polizia Municipale e sono ogni giorno chiamati con il proprio operato a far rispettare le leggi dello Stato e i regolamenti, come tutti gli appartenenti alle forze di Polizia, siano esse Statali, Provinciali o Comunali».