
APPROVATO DAL GOVERNO IL D.D.L. SULLA DEVOLUTION/POLIZIA
LOCALE
PER IL S.U.L.P.M. CONTINUA LA STAGIONE DELLA LOTTA PER LA CHIAREZZA
Il consiglio dei Ministri, nella seduta del 13
dicembre 2001, ha approvato il d.d.l. sul trasferimento alle Regionie
della
potestà legislativa, lo stesso riguarda sanità scuola e polizia locale. Il
provvedimento, per la parte che ci compete, lascia
irrisolto il vero problema: "quale polizia dovrà ricoprire lo spazio
assegnato alle Regioni ."
Le preoccupazioni che il S.U.L.P.M. aveva già trasmesso al Governo e ai due rami del Parlamento, pertanto rimangono.
Infatti, sia gli intenti del Ministro Bossi ( che pensa ad
una regionalizzazione di parte di polizie di Stato), sia il dissenso
del Ministro dell'Interno ( che con il netto trasferimento alle Regioni delle
competenze connesse alla sicurezza, intravede un
ridimensionamento del proprio dicastero), dimostrano quanto sia virtuale,
e pertanto pericolosa, la strada che dovrebbe
portare, terminato l'iter legislativo del D.D.L. varato (circa un anno) ad
un assetto della sicurezza locale.
Il sindacato ha lavorato e continua a lavorare sulla
questione, stando però con i piedi per terra, vicino agli interessi delle
Comunità Locali ed in piena assonanza con le vertenze della categoria.
In linea con ciò, abbiamo proposto, a Governo e
Parlamento, il nostro progetto
di legge di riforma della legge 65/86. Lo
stesso l' abbiamo costruito nel rispetto del nuovo dettato Costituzionale.
Infatti, l'articolo 117 come modificato dalla legge
costituzionale 3/01, prevede che la polizia amministrativa locale sia di
competenza legislativa delle Regioni, e l'art. 118 prevede che la legge
statale disciplini forme di coordinamento tra Stato e
Regioni, in materia di ordine pubblico sicurezza ed immigrazione.
Le innovazioni contenute nella nostra proposta, di fatto,
darebbero modo di pervenire ad un concreto assetto della
sicurezza, ove allo Stato resterebbe la competenza esclusiva dei reati
associativi (mafia, terrorismo, contrabbando di
stupefacenti ecc.) e alle Regioni podestà di organizzare una propria
polizia ben gestita e professionale, che contribuisca al
contenimento ed all' abbattimento di tutte le altre forme di criminalità,
cosiddetta "da strada" che attualmente abbassano
notevolmente i livelli di vivibilità.
Questo crediamo sia realistico e già attuabile che
costituisca inoltre quel giusto collante che, nel rispetto dell'Unità della
Nazione, crei corresponsabilità tra gli organi rappresentativi dello Stato e
realizzi la gestione e l'autodeterminazione delle
Comunità locali. Il S.U.L.P.M., oltre ad inviare la propria proposta anche a
tutti i Presidenti delle Regioni ed agli altri organi
locali interessati , inizierà una campagna di raccolta di firme
occorrenti per la presentazione di una proposta di legge
d'iniziativa popolare, il che varrà a dimostrare ( come già fatto gli scorsi
anni per giungere all'attuale discussione sulla nostra
riforma) le vere esigenze delle Comunità e non quelle della
"politica" di parte.
Parallelamente, costituirà un osservatorio permanente, al
quale sarà demandata la funzione di vigilanza sull'iter della
riforma varata ieri dal Governo, ossia controllare affinché a
nessuno venga in mente di relegare l' attuale polizia locale
(municipale e provinciale) al rango di ausiliaria di altri organi di
polizia.
Crediamo fortemente nella nostra proposta e pertanto siamo
disposti al confronto, ed anche pronti all'azione sindacale
qualora non fossero considerate le nostre ragioni che si fondano su decenni di
esperienze ed altrettanti anni di amarezze
"regalateci" da uno Stato che, oltre alle rivendicazioni, non ha
neppure riconosciuto le nostre vittime del dovere cadute a
difesa della civile convivenza.
In tale contesto, auspichiamo, quella unità della
categoria, e di coloro che nella stessa operano per la tutela dei lavoratori
della PM. e PL.
Roma 14 dicembre 2001
Il segretario generale
Dr. Antonio Mastino