Alla Redazione di Striscia

                                                                                                    c.a.          del  Direttore  dr  A.  Ricci
Prot. n°106/NZ del 02.05.2003
 

Oggetto: reitero servizi mancato uso del casco.

                Egregio dr Ricci, con riferimento al reitero dei servizi mandati in onda da Striscia sul mancato uso del casco (ultimo del 01.05.2003), nella certezza di vivere in una Repubblica Democratica e che l’Informazione sia ad Essa allineata, Le reinoltro la mia del 21.04.2003, “augurandomi”, che Ella non l’abbia ricevuta e quindi letta poiché inviateLe per posta elettronica.

                In ciò mi sento “autorizzato” per la sensibilità e la rispondenza che Ella (forse non ricorderà) ha ritenuto di corrispondere (con un Suo scritto) a pari nota del S.U.L.P.M., sempre a mia firma, relativa alla campagna di Striscia sul mancato uso del casco, ove Le evidenziavo i particolarissimi contesti in cui viene a svolgersi l’attività repressiva e sanzionatoria del fenomeno in questione.

                 Per quanto, ritenendo, come Ella ritiene, che la questione va, comunque, affrontata, anche se, come segnalatoLe, nel più vasto alveo degli elementi propostiLe nell’allegata nota, Le chiedo di considerare l’opportunità di un confronto, anche a mezzo intervista, o meglio ancora di ottenere che una Sua troupe possa operare, almeno per qualche ora, quando le nostre pattuglie (anche organizzate, cioè non appiedate) affrontano il fenomeno, di modo da evidenziare le reali condizioni che impediscono, di fatto, l’azzeramento delle violazioni che trattasi.

                   E’ appena il caso, però, di sottolinearLe che il Codice della Strada, nell’elencazione delle forze dell’ordine addette alla polizia stradale, pone la polizia municipale, ovvero vigili urbani, tra gli ultimi Corpi assegnati alla cura di questo fenomeno, cioè che alla prevenzione e repressione delle violazioni in parola sono destinati anche polizia di Stato e carabinieri, per la qual cosa aspettiamo che i servizi di Striscia stimolino anche un coinvolgimento di tutti, ivi incluse quelle parti sociali, tra cui Istituzioni e scuole che al meglio debbono creare i presupposti per la prevenzione.

                  Giova, altresì, rappresentarLe che la questione in parola è stata impropriamente posta tra le norme di comportamento sanzionate dal C.d.S., quando, inversamente, nel rispetto delle libertà individuali, dovevasi porla tra le questioni: sanitarie, della spesa ad esse connesse, cioè dei nocumenti economici che non dovrebbero ricadere sull’intera Collettività, oppure “danneggiare le lobbie delle assicurazioni” (come avviene ad esempio negli Statì Uniti d’America).

Nella certezza che Striscia non intende prestarsi alla campagna d’emarginazione della polizia municipale, ambito Riforma costituzionale, già avviata dal Governo e dalla Maggioranza che stanno operando per portare gli istituti di vigilanza privata nel circuito della polizia locale, onde far attecchire il profitto economico nell’ambito della sicurezza pubblica, e quindi penalizzare, oltremodo, i ceti meno abbienti, e nell’attesa del richiesto confronto, colgo l’occasione per porgerLe distinti saluti.

                                                                                    Antonio Micillo
                                                                            Seg. generale aggiunto

21.04.03 - Napoli - Uso del casco – prevenzione – organizzazione - educazione civica